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LETTERA DEL "FRANCO-TIRATORE" AL SUO "PRIORE" IN SAN MANGO.

22 Settembre 2008

Caro Priore, chi ti scrive è Franco un "Franco-Tiratore".

Trovate, dopo molte e lunghe ricerche, o mio Priore, le tue lettere là dove meno credevo, avidamente le ho lette.
E ti ho inteso dire molte cose, molte da biasimare e su molte altre cambiare anche parere.
E da un pezzo sapevo quale Istitutore tu fossi degli altri, ma ora finalmente ho compreso quale tu sia davanti a te stesso.


Non smetto mai, credimi, " PRIORE ", di pensare a te e al caro " PAPA "; cioè a tutta San Mango se volete, che pone ogni speranza in Voi.
Infatti il grave disordine cittadino dilagava e aumentava ogni giorno, al punto che anch'io non avevo più speranza né per San Mango, né per la possibilità di viverci; tale ribellione è stata talmente soffocata che mi sembra possiamo ormai considerarci per sempre sicuri, almeno da questo dilagante pericolo.
Certo molti problemi sono rimasti, e gravi, ma sono tutti affidati a Te e alle Tue; da altri e non da me, elogiate capacità, questo è anche il motivo per cui Ti scrivo.
Con ciò che è stato fatto fino ad ora non siamo stati Liberati, a quanto pare, dal Regno, ma solo dal "RE"; soppresso infatti il "RE" noi manteniamo vive tutte le espressioni della sua volontà.
E non solo questo, ma anche quelle iniziative che Egli non avrebbe prese, se fosse a regnare, noi invece le sanzioniamo come se fossero state nelle sue intenzioni.
Non intravedo neppure dove ci si fermerà con le nostre azioni: vengono ancora affisse simili sue disposizioni, concesse immunità, sperperate grandi somme, richiamati gli esuli, raddoppiate le feste, sprecati i fuochi, si registrano falsi allarmi, si perpetuano i soliti disagi alla popolazione e quant' altro possa gorgogliare nella bocca dei cittadini; sì che pare che si sia eliminato solo l' odio per quell' Uomo Scellerato e l' umiliazione per la schiavitù, mentre ancora il PAESE è in preda alla confusione nella quale quel "RE" l' aveva precipitato.
A Te, Priore, spetta di porre fine a tutto ciò e non devi ritenere che Tu abbia già Dato abbastanza al PAESE: esso ha certo ricevuto più di quanto mai mi sarebbe venuto in mente di desiderare, ma non è soddisfatto e attende grandi azioni pari alla Grandezza del tuo Animo e dei Servigi che gli hai Reso.
Per mezzo Tuo esso ha vendicato con la cacciata del "RE" le offese ricevute: impresa senza eguali; ma di quali degli Onori che gli spettano è ritornato in possesso?
O forse deve obbedire al "FANTASMA" del "RE" che Esso non poteva più sopportare da Vivo?
Mentre dovevamo distruggere i suoi; da tutti criticati, provvedimenti lungimiranti, ora dobbiamo rispettare anche i suoi Appunti ? [Ma noi lo abbiamo approvato].
L'abbiamo fatto cedendo alle circostanze, che hanno grande rilievo nella Vita Politica; ora però della nostra remissività si abusa senza discrezione e senza gratitudine.
Ma di ciò e di molte altre cose mi propongo di parlare con Te a Bocca.

Ora a tua volta, dovunque tu sia, ascolta non un Consiglio, ma un Lamento, ispirato da vero affetto, che il tuo Capogruppo "Franco-Tiratore", di te amatissimo, esprime non senza Lacrime.
O uomo sempre inquieto e ansioso, o meglio, per dirlo con le tue parole, o giovane impulsivo e infelice, ché hai inteso di fare con tante Contese e Inutili Amicizie?
Dove hai lasciato quel Vigore così conveniente all' Età, alla Professione, alla Fortuna Tua? 
Qual falso splendore di gloria ti spinge "PRIORE" in gare giovanili e dopo averti fatto "ludibrio" dei tuoi avversari, a farli seguaci dei pensieri tuoi?
Ahimè! dimentico dei fraterni consigli e dei tuoi stessi salutari precetti che, come un viaggiatore notturno che porta un lume fra le Tenebre, mostrasti a chi ti seguiva la via sulla quale miseramente cadesti.
Ma qual furore ti spinse contro Antonio? Credo, l' amore per il Paese, che vedevi ormai prossimo all' estrema rovina.
Ma se da pura Fede, da amore di Libertà eri spinto, perchè tanta familiarità con chi osteggiavi?
E che risponderesti al "RE"? [Se ti piace il "PAPA"], egli dice [Può sembrare non che tu
abbia voluto fuggire un Padrone, ma per trovare un Padrone più Amico].
Questo ti restava, o infelice, questo doveva essere l' ultimo tuo errore: che tu offendessi anche lui già da te tanto lodato, sicché egli fosse indotto, non dico a farti del male, ma a lasciare che altri te ne facessero.
Mi dispiace per la tua sorte, o amico, e provo vergogna e pietà dei tuoi errori, e insieme col
medesimo "PAPA" [Non do nessun valore a quell' Arte, nella quale so che tu sei abilissimo].
Infatti, che giova ammaestrare gli altri, che giova parlar continuamente con belle parole di virtù, se poi non ascolti te stesso?.
Ah, quanto meglio sarebbe stato, soprattutto per un "PRIORE", poter governare in piena libertà senza doverti sorbire anche le mie Critiche, come tu stesso scrivi in un certo luogo su San Mango. 

Con affetto ti ho scritto questa mia, ma ti consiglio di farne buon Tesoro, perchè sono FRACO, "FRANCO-TIRATORE" e quando posso mi vedo costretto da Te, ad alzare anche la mira.

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