PENSIERI&PAROLE

Nov 22, 2019, 6:07
Quel volto ferito in televisione
Vota questo articolo
(0 Voti)

Quel volto ferito in televisione

15 Dicembre 2009

I Ho visto e rivisto la sequenza di filmato che mostra Berlusconi entrare in macchina, con una smorfia di dolore impressa sul volto. Ho provato un grande senso di vuoto dentro di me, mi sono commosso e mi sono sentito vicino all'uomo.  Capisco la sua sofferenza e me ne dispiace. Quello che non comprendo è come mai si ostina a vivere sul piedistallo nel quale egli stesso si è collocato. Un'ostinazione che si manifesta anche in momenti drammatici come questo.


Don Luigi Verzè, presidente del San Raffaele di Milano, dopo aver incontrato il paziente la mattina del 14 dicembre, ha affermato: «Ho trovato il presidente umiliato, non tanto dal fatto traumatico ma da quello che esso rappresenta: l’odio. Mi ha detto: "io voglio bene a tutti, voglio il bene di tutti, non capisco perchè mi odino a questo punto"». 
E qualche ora dopo il presidente del Senato, Renato Schifani, ha aggiunto: "Quello che traspare è il dolore interno di un uomo che non comprende il perché di questo odio".
Per capire il perché di quest'odio basterebbe essere più umili. Ci vuole un grande coraggio. Perché non ci prova, onorevole Berlusconi? Ci guadagnerebbe lei, come politico, e ci guadagnerebbe il Paese. 
Invece no! Sempre ostinato. Lui è il Bene. Lui ama tutti. Gli altri sono il Male. Oppure "coglioni" (così, nel 2006, ha definito gli imprenditori intenzionati a votare per il centrosinistra). O anche farabutti («Siamo circondati da troppi farabutti nella politica, nella stampa e nella televisione», ha detto a "Porta a Porta").
Se in Italia ci sono milioni di giovani in cerca di occupazione, se i talenti vanno all'Estero, se c'è gente che sale sui campanili e sui tetti, se i cittadini e i lavoratori riempiono le piazze per chiedere il rispetto dei diritti fondamentali, se le fabbriche chiudono ed il poco lavoro che c'è è precario, se - in poche parole - si respira un clima di disperazione sociale, qualche responsabilità sarà pure sua, visto che guida un governo che gode di un'ampia maggioranza ed ha, per questo, i numeri per affrontare e superare ogni difficoltà. E visto che dall'inizio di questo nuovo secolo ha sempre governato la sua maggioranza, salvo i due anni di Unione con Romano Prodi.  
Perché il presidente del Consiglio non accetta la discussione e il dissenso? Perché umilia continuamente il Parlamento con i decreti legge e con i voti di fiducia? Perché non si rende conto che i suoi processi gli impediscono di occuparsi dei problemi reali delle famiglie, dei lavoratori, delle imprese italiane? Perché non rispetta la Costituzione ed attacca continuamente gli altri poteri e gli organi di garanzia? E perché non assume atteggiamenti da statista, quando va a rappresentare l'Italia nei consessi internazionali, smettendola di giocare a cucù e raccontare barzellette? Lui non è il Re Sole, e la Terra non gira attorno a lui.
Durante un recente vertice di capi di governo dell'Unione Europa a Bruxelles, ne avrebbe combinata un'altra delle sue: i leader stavano discutendo le questioni relative al cambiamento climatico in vista del summit di Copenhagen, in particolare la possibilità di dare maggiori aiuti in denaro alle nazioni povere del Terzo Mondo per combattere gli effetti del surriscaldamento globale, quando hanno notato che Berlusconi era intento a vergare qualcosa con impegno su dei fogli di carta. In un primo momento, secondo quanto rivela il Mail on Sunday, pensavano che facesse dei calcoli per dare il suo contributo al dibattito sulla complessa trattativa. Ma poi si sono resi conto che il premier italiano stava invece disegnando mutandine femminili. Ha scarabocchiato disegnini di "mutande femminili nel corso della storia", scrive il giornale domenicale britannico, e poi ha passato i suoi bozzetti agli altri premier affinché potessero apprezzarli. 
Non meravigliamoci, quindi, se a Salerno, dinanzi al cinema-teatro Augusteo, prima dell'inizio dell'undicesima tappa di 'Governincontra', all'arrivo dei diversi ministri e sottosegretari alcuni manifestanti hanno urlato: "Buffoni, buffoni".
Giorgio Napolitano, il tanto vituperato presidente della Repubblica, il comunista Napolitano, ha auspicato il ritorno a «un normale e civile confronto tra le forze politiche e le istituzioni. Non ha senso che gli uni accusino gli altri per il clima che si è creato». Il presidente del Consiglio, ha aggiunto, è eletto per cinque anni: «Dunque non si cerchino scorciatorie e non si vedano complotti là dove esistono dissensi». Infine, sullo scontro tra politica e magistratura, Napolitano ha invitato le istituzioni a «rispettarsi reciprocamente, a misurare le parole e a non alimentare tensioni, ovunque si parli, nei congressi, nelle piazze o in tv. Ciascuno faccia la sua parte e resti nei limiti del proprio ruolo fissati dalla Costituzione». Quella indicata da Napolitano è l'unica strada per rendere un buon servizio al Paese. Chi non la segue non è un uomo di Stato e non vuole il bene del suo popolo.

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.