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Aug 9, 2020, 7:06
SAN MANGO D’AQUINO E LE SCOPERTE ARCHEOLOGICHE LUNGO L’AUTOSTRADA
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SAN MANGO D’AQUINO E LE SCOPERTE ARCHEOLOGICHE LUNGO L’AUTOSTRADA

30 Novembre 2009

Sono due anni ormai che giornali e televisioni parlano di ritrovamenti lungo il tratto dell’autostrada interessato dai lavori di ampliamento. Alla tomba con uno scheletro senza cranio, appartenuto forse ad un guerriero, e ad un cinturone lungo circa un metro rinvenuti nei pressi di Pian delle Vigne si è aggiunto il ritrovamento fortuito di una tomba romana lungo la strada Galassia, nel comune di San Mango d’Aquino, e si sono aggiunte decine di tombe rinvenute in località Portavecchia. 


Le tombe della necropoli di Nocera sono emerse nelle immediate vicinanze del vecchio percorso autostradale, su un pendio alla destra della corsia nord, attualmente chiusa al traffico per lavori di cantiere, e probabilmente sono state regolarmente catalogate e numerate; nella parte superiore del sito sono state individuate pure tracce di acquedotti. 
Sul contenuto di queste tombe, sulla quantità e qualità dei ritrovamenti, sulla datazione dei reperti continua, però, il silenzio assordante delle autorità. Quanti reperti sono stati recuperati? Dove sono stati portati questi reperti? Le tombe contengono monete e altro materiale utile per definire l’esatta epoca di riferimento? Sono domande alle quali qualcuno deve rispondere, perché la storia è patrimonio di tutti ed i reperti devono essere messi a disposizione degli studiosi al fine di inquadrare le vicende del passato in un contesto scientifico quanto più affidabile. 
Non è poca cosa, se si considera che sull’ubicazione di Terina ancora oggi si continua a discutere. Per molti secoli, e fino al 1883, la città greca di Terina è stata ubicata a Nocera Terinese, sul Piano detto proprio di Tirena; poi, con la visita di Lenormant in Calabria, si è cominciato a parlare di una Terina a Sant’Eufemia Lamezia. E da allora si è avviata una discussione che continua ancora oggi. Adriano Macchione, studioso di Nocera, ha pubblicato un libro di 550 pagine per smontare la tesi di Lenormant e sostenere la validità del sito di Piano della Tirena, mentre studiosi e archeologi moderni sono concordi nel sostenere che la “prova definitiva” sull’esatta ubicazione della città antica si attende ancora.
Ma la questione non riguarda solo i territori di Nocera Terinese o Falerna. Stiamo parlando di un’area di grande interesse, che nasce in questi due centri e che attraverso la valle del Savuto si addentra verso l’interno, fino a Martirano; un’area ricca di testimonianze storiche e archeologiche di particolare valore che vede al centro proprio il comune di San Mango d’Aquino. 
Lungo la valle del Savuto, e proprio tra i comuni di Nocera e di San Mango, le ricognizioni hanno permesso di evidenziare la presenza di numerosi siti ellenistici posti su terrazzi che oscillano tra i 200 ed i 380 metri slm. Rinvenimenti significativi provengono, infatti, dall’area tra Niccoli e Serra Mancini, dall’area di Serra Sottana, lungo il vallone Dragona, dall’area della Foresta del Salice; mentre rinvenimenti più consistenti provengono dall’area di Fabiano, tra i 200 ed i 300 metri slm, e consistono in orli in ceramica comune, ceramica a vernice nera, anfore puniche e greco-italiche; la stessa area di Fabiano sembra interessata dalla presenza di una necropoli. Da Vignali e da Piano della Madonna- Triari, infine, provengono numerose altre attestazioni archeologiche. 
Chi ha letto con attenzione le pagine del libro su San Mango d’Aquino, che è stato pubblicato dal Comune nel 2007 e che porta la presentazione di Vincenzo Buoncore (sindaco) e di Antonio Chieffallo (assessore alla cultura), conosce già la validità scientifica ed i riferimento storici di questi rinvenimenti. A questi dati, però, bisogna aggiungere oggi le risultanze dei nuovi ritrovamenti. E per far questo è necessario che i cittadini siano informati su quello che succede quando sul proprio territorio viene scoperta una tomba, un reperto, una qualsiasi traccia di presenze del passato. 
Fino ad oggi, però, il riserbo ed il silenzio hanno circondato questi ritrovamenti. La cultura non porta voti, lo sappiamo, e gli amministratori locali spesso sono attratti da altri settori e da altri campi di intervento. Sull’argomento, le associazioni locali, le Pro Loco, le varie Consulte e Comitati culturali appaiono distratti e non tengono aggiornati i cittadini. Ed agli appelli (finora non ascoltati) di pochi appassionati e studiosi locali si è aggiunta la sola voce di Italia Nostra, la quale, tramite il presidio di Falerna, il 28 novembre 2009 ha diffuso una nota con la quale sollecitava risposte. 
Ma la speranza è l’ultima a morire, e noi speriamo ancora che associazioni, Pro-Loco, Consulte, Comitati e Amministratori locali si interessino della vicenda e svolgano compiutamente il compito di tutelare, valorizzare, difendere e diffondere ogni espressione di cultura locale. Se così non sarà, vuol dire che più è grande l’importanza del passato, altrettanto grande è l’incuria del presente. Ed una comunità senza storia è destinata ad essere una comunità senza futuro. 

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