PENSIERI&PAROLE

Nov 22, 2019, 5:58
Amantea 24 ottobre 2009
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Amantea 24 ottobre 2009

25 Ottobre 2009

Piove tutta la notte sulla costa tirrenica della Calabria. Piove a dirotto, e le onde del mare in tempesta sferzano la spiaggia dove si è arenata la motonave Rosso, della Compagnia Ignazio Messina. Era il 14 dicembre 1990; alle 7.55 del mattino il comandante Pestarino, per la presenza di acqua nella nave, aveva lanciato il suo may-day dal largo di Falerna; alle 10 e un quarto tutto l'equipaggio era stato trasportato a Lamezia Terme con due elicotteri, e la nave, invece di affondare, aveva proseguito la navigazione fino ad arenarsi sulla spiaggia di Formiciche, nel comune di Amantea. 


Oggi 24 ottobre 2009, a distanza di 19 anni, oltre ventimila cittadini e 300 associazioni si sono dati appuntamento proprio ad Amantea, luogo simbolo di una Calabria che chiede verità, e sfidando la pioggia hanno partecipato alla manifestazione nazionale indetta dal Comitato "Natale De Grazia" e da Legambiente, per non dimenticare, come recita lo striscione che apre il corteo. A seguire, lo slogan "Riprendiamoci la vita: Per una Calabria pulita"; e poi migliaia e migliaia di cittadini, studenti, pensionati, famiglie con bambini, autorità con i gonfaloni di decine di Comuni, bandiere di partito, movimenti, associazioni imprenditoriali e organizzazioni sindacali, per chiedere una maggiore attenzione sull'emergenza ambientale che riguarda l'intera Calabria. 
L'appuntamento è per le ore nove sul lungomare, ma la gente affluisce in anticipo, nonostante la pioggia; i pulman arrivano in centinaia da ogni parte della regione e da diverse altre località italiane. Alle 10.30, all'improvviso, il cielo si schiarisce e per qualche minuto esce il sole. Il lungomare viene intestato a Natale De Grazia, il capitano di corvetta morto il 13 dicembre 1995 in circostanze non ancora chiarite, dopo essere stato scelto dai magistrati come consulente per un'indagine svolta dalla procura di Reggio Calabria. 
Nel 1995 era in corso in Calabria un'indagine con al centro l'affondamento di navi nei mari Tirreno e Jonio, ed il sospetto degli inquirenti era che a bordo di queste navi ci fossero rifiuti tossici e radioattivi; una vicenda attorno alla quale ruotava una rete di faccendieri, trafficanti d'armi, agenti dei servizi segreti, uomini di governo e mafiosi, con passaggi che s'incrociavano con la Somalia e richiamavano gli eventi che il 20 marzo 1994 sono costati la vita alla giornalista del Tg3 Ilaria Alpi e all'operatore Miran Hrovatin". 
L'espresso è senza dubbio il settimanale che più di tutti ha tenuto alto il grado di allarme sulla vicenda, e le inchieste di Riccardo Bocca sono consultabili sul suo sito, nella rubrica Dossier e alla voce: Il mare dei veleni. L'ultimo servizio, "I testimoni dei veleni" del 21 ottobre 2009, comprende pure le rivelazioni di Teresa Bruno, la ventinovenne che dice di avere visto i fusti nel fiume Oliva, alle spalle della spiaggia dove si è arenata la motonave Rosso. 
Le persone presenti ad Amantea oggi si chiedono: "Cosa aspetta lo Stato ad intervenire con mezzi adeguati?". Uno degli striscioni riporta la scritta "Liberiamoci dalle scorie, portiamole in Parlamento". Ed i manifestanti, nel complesso, non sono stati teneri con i politici. La manifestazione è apparsa blindata contro un ceto politico che in tutti questi anni non ha certo brillato per aver cercato a tutti i costi la verità su questi fatti inquietanti. Il presidente della provincia di Cosenza non può prendere la parola perchè il suo intervento viene contestato; il presidente della Regione ed il presidente del Consiglio regionale si limitano a fare atto di presenza attorno ad Anna Vespia, la vedova del capitano De Grazia che, al termine della cerimonia di intitolazione del lungomare, dichiara: "Mio marito sarebbe fiero di quello che la Calabria sta facendo. Avete dato significato e valore al sacrificio di mio marito. Lui era una persona semplice e svolgeva con molta umiltà e amore per la sua terra il proprio lavoro. Non scoprire la verita' fa morire due volte le persone. Da dove mio marito ha lasciato bisogna continuare". 
In prima fila, tra le organizzazioni sindacali, la Cgil, guidata dal suo segretario regionale; e poi Legambiente, guidata dal suo presidente nazionale, la prima associazione a denunciare la pericolosità dei rifiuti tossici e radioattivi in Calabria. La testa del corteo assegnata ai giovani, agli studenti, alle associazioni; la politica in coda, a cominciare da Di Pietro. 
Il corteo si muove dopo la cerimonia di intitolazione del lungomare; per un breve tratto sotto il sole; poi di nuovo la pioggia, che arriva mentre iniziano gli interventi sul palco. Gli inviti al governo per rimuovere la nave affondata a Cetraro e per bonificare i siti inquinati, dall'entroterra amanteano a Crotone, si fanno stringenti. Da Roma, qualche ora dopo, il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo fa sapere che è irresponsabile la speculazione politica che pezzi della sinistra stanno conducendo sul caso della cosiddetta "nave dei veleni" in Calabria. Non a caso, i rappresentanti politici del Pdl non si sono visti, oggi, ad Amantea, perdendo così l'opportunità di verificare in prima persona quanto alta sia diventata la rabbia dei calabresi che cominciano a non accettare più passivamente la rassegnazione.
"Il Ministero dell'Ambiente, di concerto con la DDA di Catanzaro - ha detto la Prestigiacomo - sta lavorando per dare la prima essenziale risposta: qual è il relitto in fondo al mare e cosa contiene. Fatta questa verifica si deciderà se e come intervenire per tutelare nel modo più' rapido ed efficace salute delle popolazioni, ambiente, patrimonio ittico. Questo è un modo di agire serio, onesto, responsabile. Agitare paure, rabbie, pericoli, davanti a un rischio ad oggi non dimostrato e incerto è un modo, invece certo, per avvelenare la politica, la Calabria e il futuro dei calabresi". (AGI) 
Non resta che attendere ancora qualche giorno, dunque. Con la manifestazione di oggi, il problema è stato collocato al centro dell'attenzione. Anche se la televisione, nelle edizioni pomeridiane dei telegiornali, non è stata certo generosa nel dare le notizie: Studio Aperto parla per quasi dieci minuti di Grande Fratello, il Tg5 raccomanda la puntata serale di "C'è posta per te" soffermandosi sugli ospiti famosi ed il Tg1 dedica ad Amantea solo quindici secondi. Parafrasando una nota canzone, mi viene da dire: Meno male che il TG3 c'è…

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