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CLETO  SAVUTO  SAN  MANGO:  INIZIA  UN  NUOVO  CAMMINO
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CLETO SAVUTO SAN MANGO: INIZIA UN NUOVO CAMMINO

14 Agosto 2008

Le popolazioni di Savuto di Cleto e di San Mango riscoprono e rinsaldano antichi rapporti di amicizia e di buon vicinato.
I due centri abitati sono confinanti, sorgono uno alla destra e l’altro alla sinistra del fiume Savuto e ricadono in provincie diverse: Cosenza e Catanzaro. Appartenuti per secoli allo stesso feudo, i territori sono stati divisi intorno al 1717, quando i d’Aquino hanno venduto le terre di Savuto ed hanno mantenuto il possesso delle terre di San Mango. Quest’ultimo paese, fondato nella prima metà del Seicento, è stato popolato da numerose famiglie provenienti da Savuto (oggi frazione di Cleto) e nel corso dei secoli i rapporti si sono intensificati: scambi economici, relazioni di parentela e di amicizia, feste in comune sono stati fenomeni divenuti sempre più frequenti. Poi, con la fine della civiltà contadina, i rapporti sono diventati rari, fino a scomparire.


Oggi, grazie all’impegno ed alla collaborazione di un gruppo di cittadini e di alcune associazioni, i rapporti che hanno caratterizzato la storia delle due comunità sembrano tornare a nuova vita.
Tutto è ricominciato nel 2005, in agosto, quando Marcello Lorello, dirigente scolastico originario di Cleto, ha chiesto a noi di San Mango di partecipare alla prima edizione di CletArte. Nel corso di un incontro culturale Alfredo Chieffallo, presidente dell’associazione “Valle del Savuto”, ha distribuito il libro “San Mango d’Aquino, la storia”, ed i relatori hanno messo in evidenza i legami che sono esistititi in passato fra le due comunità.  E’ seguito, a novembre 2005, il convegno sul tema “Cleto Savuto e San Mango, un viaggio nella memoria tra storia e leggenda” e poi, il 5 marzo 2006, la cerimonia di gemellaggio fra i due Comuni, con la firma del Patto di Amicizia da parte di Amerigo Cuglietta, sindaco di Cleto, e Filippina Sacco, sindaco di San Mango.
Da allora è iniziato un fitto scambio di conoscenze e di esperienze: Peppe Orlando con le sue sculture ha partecipato alle edizioni 2006 e 2007 di CletArte; Lucia Morello e Patrizia Valente si sono esibite in un concerto di pianoforte e canto; Armido Cario ha presentato il volume “La Calabria del Settecento”; il sindaco di Cleto ha partecipato al convegno di presentazione della Casa delle Culture di San Mango; Saveria Rizzuto, Cesare Stranges e Alfredo Chieffallo hanno rappresentato la Casa delle Culture alla cerimonia di presentazione dell’associazione CletArte a Cleto. Fino ad arrivare alla redazione di un progetto unitario di recupero dei centri storici, al quale hanno partecipato i comuni di Cleto, San Mango e Nocera.
Ed oggi, nel giro di due mesi, gruppi di cittadini delle due comunità attraversano a piedi per due volte il fiume Savuto: il 31 maggio 2008, partendo da Savuto, scendono fino a valle e poi risalgono verso San Mango; il 3 agosto, partendo da San Mango, arrivano al centro abitato di Savuto. Sono stati due pellegrinaggi essenzialmente religiosi, che hanno avuto come meta la chiesa della Madonna della Buda a San Mango e la chiesa della Madonna del Soccorso a Savuto. Ma sono stati momenti di grande partecipazione popolare, e i due eventi possono contribuire a rinsaldare i legami di amicizia e di fratellanza che sono esistiti nei secoli passati.
Amerigo Cuglietta, nel corso della cerimonia di gemellaggio del 2006, ha detto che il Savuto, pur segnando il confine tra le provincie di Catanzaro e di Cosenza, è un fiume chiamato a unire le terre che solca: “Così l’acqua del fiume si unisce al calore della passione mediterranea e la terra diventa una perché uno è il vento che attraversa le case e accarezza le persone”. E la Casa delle Culture di San Mango, nel presentare l’opuscolo illustrativo sul primo pellegrinaggio partito da Savuto, ha rilanciato il gemellaggio fra i due Comuni, allo scopo di “dare inizio ad un rinnovato rapporto di collaborazione e di scambi fra le due comunità”.
Ora la parola passa agli amministratori comunali. Molti cittadini e diverse associazioni hanno dimostrato di aver raggiunto consapevolezza e senso di responsabilità, e questo patrimonio di valori non deve andare smarrito. Gli eventi non devono essere episodici, ma inseriti in un progetto generale. I due Municipi devono dare corso al gemellaggio costituendo gli appositi comitati e proseguendo un cammino appena iniziato. Ma i cittadini non devono dividersi, perché l’obiettivo di una crescita comune si raggiunge solo mettendo insieme le varie forze e lavorando a progetti collettivi. Identità, senso civico e solidarietà sono essenziali ai piccoli comuni per superare le sfide di questo nuovo millennio.

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