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Poesia per Bruno
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Poesia per Bruno

01 Marzo 2013

Il poeta sommo Dante scrisse un libro ch’è divino;
or vi leggo in quest‘istante
pochi  versi qui in  giardino.
Quando sono un poco strano,
salgo in sella in bicicletta
col manubrio sempre in mano,
e da Bruno arrivo in fretta.
Sorridendo lui m’aspetta,
e da bravo infermiere
in un lampo mi rassetta,
mi fa presto rinvenire.
Mi prescrive una ricetta,
con un nettare di-vino,
‘na puntura tosto inietta,
s’è finito,  va’ nel tino.
Dell’intero empolese,
proprio Bruno è il più cortese;
in un modo sì palese,
ve lo dice un calabrese.
Questa sera gli proietto,
concentrandomi, con stima,
tutto quanto il mio affetto,
lo delizio con la rima.
Cerco i versi,  ed i più belli,
se la mente non s’offusca,
li rastrello p’el Nannelli,
il compagno di Marusca!
Son passati 50 anni,
proprio come un siluro;
il futuro senza affanni
sia più roseo e meno oscuro!

Angelo Orlando

Sammanghese di origine, vive da anni ad Empoli, ma ritorna con piacere al nostro paese ogni volta che ne ha occasione. Autore versatile, passa con abilità dalla prosa alla poesia.

01/07/2004

Leggendo le liriche di Angelo non possiamo fare a meno di richiamare alla memoria Quinto Orazio Flacco, a cui per certi aspetti si avvicina; prima di tutto nell'esaltazione dell'inebriante bevanda dono di Dioniso e nell'attribuzione ad essa di doti terapeutiche: “Nunc vino pellite curas” invita Orazio; “… secuta ogne affannu … Sculatillu ‘nu parmu ‘e vinu/ è medicina ppe ru stentinu” dice Angelo. Ma altri elementi li accomunano: la capacità di raffigurare i personaggi popolari e gli amici con garbato e fine umorismo e di rappresentare scene di vita vissuta, siano esse malinconiche, siano esse divertenti, sempre con vivacità e sottile ironia.Ma Orlando non è solo questo. Fortemente presente è l’amore e la nostalgia per il suo paese, ma soprattutto per il tempo della giovinezza e della vita familiare qui vissute. E’ tanto atteso il momento del ritorno, ma quasi è delusione per ciò che trova, anzi, per ciò che non trova perché non c’è più o perché è cambiato: la sua casa c’è ancora, ma non più i suoi genitori e non più il fuoco scoppiettante nel camino (simbolo di vita) e, dice Angelo ”… l’allegrizza mia diventa amara.”

Prof.ssa Mery Torchia

 

 

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