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I lavoratori Infocontact manifestano davanti tribunale
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I lavoratori Infocontact manifestano davanti tribunale

22 Luglio 2014

Lamezia Terme - Dopo più di due ore di confronto, l’incontro tra i rappresentanti delle sigle sindacali (Fistel Cisl, Sic Cgil, Uilcom Uil e Ugl Telecomunicazioni) e il Presidente del Tribunale Bruno Brattoli per la questione Infocontact, si è concluso con l’annuncio della nomina dell’amministratore straordinario entro il 24 luglio prossimo e la rassicurazione di un’attenzione particolare alla vicenda.

Stamane, prima dell’incontro, i lavoratori dell’azienda di call center hanno sfilato per le vie del centro fino a piazza della Repubblica per manifestare il loro secco no alla paventata perdita del posto di lavoro nel call center di San Pietro Lametino. Ieri una delegazione di lavoratori aveva manifestato a Catanzaro davanti al Prefetto e oggi, come ha spiegato il segretario generale Uilcom Calabria, Fabio Guerriero, “l’incontro con il Presidente del Tribunale può essere fattivamente costruttivo per la vicenda Infocontact”.

Così è stato, perché all’uscita dal confronto il segretario Fistel Cisl Calabria, Franceco Canino, ci ha spiegato come il Presidente del Tribunale abbia tenuto a sottolineare quale possa essere il suo ruolo nella vicenda: “in qualità di Presidente, - ha spiegato Canino – può solo fungere da organo di garanzia e ha, appunto, garantito in tal senso che porterà all’attenzione del commissario che sarà nominato, tutte le istanze avanzate oggi dai rappresentati delle sigle sindacali”. Un’attenzione particolare alla vicendaè stata assicurata dal presidente Brattoli e ha concordato un incontro a settembreper seguirne gli sviluppi, sebbene lui non possa incidere né condizionare quella che è l’attività del giudice delegato o quella successiva del commissario.

Si aspetta quindi la sua nomina che avrà poi due anni di tempo per dichiarare se l'azienda potrà continuare ad operare. “Passata la fase della nomina, - ha spiegato Daniele Carchidi, segretario generale della Slc Cgil Calabria – dovremo chiedere un incontro con il commissario per ripresentargli la questione e discutere delle attività da mettere in campo. Innanzitutto il mantenimento dei posti di lavoro, la rivendicazione del salario e delle altre spettanze”. Fondamentale, per tutte le sigle sindacali, è l’unità dei lavoratori e fare fronte comune, “perché – spiega Carchidi – un comportamento unitario serve a tutelare la posizione dei lavoratori”. L’urgenza di nominare un commissario straordinario sta nel fatto che è necessario individuare una figura in grado di rappresentare l’azienda ad un tavolo ministeriale e “che sia capace – ha aggiunto Guerriero della Uilcom - di interloquire con i potenziali acquirenti, al fine di rimettere l’azienda in carreggiata per affrontare le sfide, che ci sono e sono tante”. Quattro, infatti, sarebbero le società che hanno avanzato le offerte di fitto di ramo d’azienda: Call&Call, System House, Commdata ed Ecare. In particolare la Call&Call avrebbe avanzato una richiesta d’acquisto che rileverebbe la totalità dei lavoratori di Lamezia, mentre la System House si estenderebbe anche a Rende.

“Fondamentale – ha aggiunto Canino della Fistel Cisl - è fare pressione sulle aziende committenti, perché nel caso in cui dovessero abbandonare o ridurre i volumi del lavoro questo potrebbe causare moltissimi problemi anche alle aziende che intendono acquisire. Il bene di un’azienda di call center – ha concluso - sono il lavoro e i lavoratori con la loro professionalità. Nel caso in cui venisse a mancare una delle due cose, non esisterebbe nulla di appetibile anche per chi volesse acquisire”.

L’Infocontact comprende due siti: quello di Lamezia, che tra contratti a tempo indeterminato (sono 1067) e precari arriva a circa 1700 lavoratori; mentre quello di Rende ha un bacino di lavoratori di circa 340 unità. 

 

Sindaco scrive a Governo e Regione per sollecitare intervento situazione azienda

giannisperanzaIl sindaco ha partecipato oggi alla manifestazione dei lavoratori Infocontact in corso in città. Ieri aveva chiesto l’intervento di Governo e Regione sulla situazione della azienda scrivendo una lettera indirizzata sia al ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi che al ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, e una al presidente facente funzioni della Regione, Antonella Stasi. “Da giorni – ha spiegato il sindaco ai ministri - gli oltre 2600 addetti ai call center presenti in Calabria e gestiti dalla Infocontact sono mobilitati a difesa del loro posto di lavoro messo a rischio dal ricorso all'Amministrazione Straordinaria richiesto dall'Azienda e dalla possibilità di una sua vendita. La Infocontact, proprio a  Lamezia Terme, ha una delle sue sedi più importanti con oltre 1600 addetti. La chiusura o la dismissione dell'azienda darebbe quindi un colpo mortale all'occupazione e all'economia della nostra  città e dell'intera Calabria. Vi scrivo pertanto allo scopo di sollecitare l'intervento del Governo e dei vostri Ministeri per garantire la continuità aziendale e la tutela dell'occupazione in una delle realtà più rilevanti dell'intera Calabria. I sindacati ed i lavoratori chiedono (tenendo conto che il 30 luglio il Tribunale potrebbe decidere) un tavolo interministeriale anche per salvare il posto di lavoro degli operai e valutare le proposte di subentro da parte di altre aziende”. Nella lettera indirizzata alla presidente Stasi: “Ho scritto questa mattina al ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi e al ministro del Lavoro Giuliano Poletti per sollecitare con urgenza la loro attenzione e il loro intervento nella vertenza Infocontact che riguarda migliaia di giovani calabresi. Voglio sollecitare, tramite lei, anche la Regione a promuovere tutti gli atti e i passi necessari per scongiurare la chiusura dell'azienda e garantire l'occupazione. Lei sa bene che una prospettiva del genere sarebbe un colpo mortale per il lavoro e l'economia della Calabria e mi auguro sinceramente che tutte le Istituzioni calabresi si adoperino per scongiurare un esito così drammatico. Il call center di Lamezia Terme, in particolare, ha potuto vantare nel corso degli anni grandi clienti e numerosi riconoscimenti anche internazionali. L'attuale crisi dell'azienda non può essere fatta pagare ai lavoratori e ad un territorio già così provato come quello della nostra Regione”.

Informazioni aggiuntive

  • fonte: il Lametino.it

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