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Non ci rompete i Bronzi … di Riace
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Non ci rompete i Bronzi … di Riace

20 Agosto 2014

Di Antonio Giuseppe D’Agostino – L’idea è geniale, quasi aliena, nel senso che non appartiene a questa terra e ai logicismi che dovrebbero guidarla, né alle persone che in essa vivono.

 

Il ministro della Cultura, esponente governativo del Partito Democratico, Dario Franceschini entra nelle polemiche nate all’indomani delle dichiarazioni di Vittorio Sgarbi sulla possibilità di vedere esposti i Bronzi di Riace all’Expo di Milano.

Parole che hanno subito infuocato l’anima dei calabresi che ancora sono convinti di dover difendere la loro terra e quella felix culpa di essere nati in queste latitudini.

Un sentimento a cui il premier Matteo Renzi ha dedicato circa un’ora del suo tempo, qualche giorno fa, all’interno dell’ultimo viaggio di “bla bla” istituzionali e di incontri politici durati poco più che un soffio, ma tendenti a legittimare le prossime candidature a Reggio e alla Regione.

Dopo numerosi interventi, politici e non, sull’impossibilità di vedere i Bronzi esposti nella vetrina dell’Expo, ecco che Franceschini emerge dal nulla per sottolineare per decidere che sul “legittimo” dibattito, bocciato già nel 2009 quando l’idea balenò nella mente di un politico locale, sarà convocata una commissione scientifica di esperti interni ed esterni al Ministero “assolutamente non influenzabili” a cui sarà dato il compito di decidere sulla trasportabilità o meno dei due guerrieri greci.

Poco importa se l’Istituto superiore per la conservazione e il restauro, mica Pinco Pallino, abbia già definito intrasportabili le due statue a causa della presenza di numerose microfratture strutturali, una considerazione avvalorata anche da Nicola Schepis, uno dei restauratori che ha rimesso in piedi i due guerrieri greci.

Poco importa, dicevamo, perché l’idea di spostare i due Bronzi fa gola a tanti, segno evidente di come ancora si vuole spogliare la nostra regione.

A decidere, dunque, saranno personaggi “assolutamente non influenzabili”, ma questo periodo ha creato in noi una certa titubanza.

Nel vocabolario italiano “influenzabile” ha un preciso significato: non condizionabile, il che richiama anche a quelle forme di pregiudizio che spesso puniscono i calabresi.

Il riferimento è alle dichiarazioni di Nando Dalla Chiesa, membro di un’altra commissione, che piuttosto che puntare il dito sulla sinergia creata al Nord fra imprenditori e ‘Ndrangheta, ha preferito rilanciare il vecchio adagio lombrosiano dei calabresi tutti mafiosi.

Anche lui, da più parti, viene considerato non influenzabile e questo dimostra anche l’utilità di alcune Commissioni, nate più per dare un lavoro a chi è stato bocciato nelle urne.

Ora il dubbio, legittimo, sull’imparzialità di questi saggi o presunti tali, porta anche a una riflessione sull’utilità di avere o meno un Istituto superiore per la conservazione e il restauro, che in questi momenti appare inascoltato.

Cosi come la voce dei tanti calabresi che chiedono di poter vedere finalmente aperto il Museo della Magna Grecia, quello stesso Museo che doveva essere inaugurato per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e che tuttora manca dei finanziamenti che il Ministero dovrebbe garantire per la sua riapertura.

Pochi ricordano che i due guerrieri sono stati trasportati a Palazzo Piacentini dopo che la Regione, a guida diGiuseppe Scopelliti, ha stanziato 5 milioni di euro, mentre dal Governo ancora tutto tace.

Non resta che attendere la pronuncia dei saggi indicati dal ministro Franceschini, nella speranza che non si tratti delle solite poltrone e dei soliti incarichi affidati agli “amici degli amici.

Un’attesa che pesa sulla coscienza di ogni calabrese e che richiama a quelle parole pronunciate dal filosofoEmil Cioran “a me, per riscoprire l’uomo ci vorrebbe il Sahara”.

Ma, in attesa che qualche commissione non decreti l’allontanamento coatto di ogni calabrese in qualche deserto, per favore … non rompeteci i Bronzi!!!

Informazioni aggiuntive

  • fonte: CMnews.it

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