La protesta

«Questa non è la battaglia degli autotrasportatori, che ringrazio, degli agricoltori e delle aziende. Questa è la battaglia dei cittadini». Il sindaco di San Mango d’Aquino, nel Catanzarese, ha raggiunto il presidio degli autotrasportatori e degli agricoltori per portare la solidarietà dell’amministrazione comunale e degli altri sindaci del territorio.

Nel suo intervento ha parlato del ruolo dei primi cittadini e della necessità di essere presenti accanto a chi sta protestando contro le difficoltà che stanno attraversando il mondo del trasporto, dell’agricoltura e delle imprese.

«I sindaci sono l’avamposto dello Stato sul territorio ed è un nostro dovere esserci. Non c’è chiamata che tenga», ha detto.

Il sindaco ha parlato di una Calabria «dimenticata molte volte dagli uomini e, per così dire, da Dio», sottolineando come le manifestazioni di questi giorni stiano mostrando «una Calabria bella, fatta di passione, fatta di sacrificio, fatta di una voce autorevole che oggi grida il dolore all’Italia intera».

Nel suo discorso ha richiamato anche quanto accaduto nel presidio di Falerna, definendolo «di una gravità in assoluto», e ha ringraziato i media regionali per l’attenzione riservata alla protesta.

«San Mango ha voluto dare la propria dimostrazione di essere dalla parte giusta», ha affermato, sostenendo che queste proteste «rimarranno nella storia di questo Paese» e prospettando settimane e mesi difficili.

Il sindaco ha quindi rivendicato il ruolo degli amministratori locali. Ha ricordato la definizione utilizzata da un altro collega, secondo cui «i sindaci sono i braccianti della politica», perché conoscono «centimetro per centimetro ogni angolo del nostro territorio».

Da qui la rivendicazione della presenza dei sindaci al fianco dei manifestanti: «Siamo qui per dimostrare nei fatti e con concretezza che c’è una parte dello Stato che si sporca le mani, che non è in giacca e cravatta e che vuole stare a fianco dei vostri sogni, delle vostre speranze e delle vostre paure».

Nel passaggio dedicato alla situazione energetica, il primo cittadino ha sostenuto che «oggi l’Italia dipende da circa il 70%, per quanto riguarda l’energia, da fonti esterne», collegando questo dato alla mancanza, negli anni, di una politica di lungo periodo capace di affrontare il problema anche a costo di rinunciare a consenso immediato.

Poi una critica rivolta alla gestione delle manifestazioni e, più in generale, alla politica: «Io sto vedendo un po’ di disorganizzazione in queste manifestazioni. C’è qualcuno che forse deve bloccare i listini per le prossime politiche e sta lucrando sulle vostre vite. Questa è la realtà del mondo».

Il sindaco ha quindi chiamato direttamente in causa gli amministratori locali, assicurando che i sindaci del territorio non saranno candidati alle prossime elezioni politiche: «Io devo dire a San Mango che i sindaci del territorio non li vedrete in nessuna lista per le prossime politiche. Questo ve lo posso garantire».

L’impegno dichiarato resta quello di difendere il territorio e le persone che lo abitano. «Siamo qui perché difenderemo fino all’ultimo la nostra gente e il nostro territorio. La voce della Calabria deve arrivare in tutta Italia».

Nel finale ha rivolto un passaggio anche alle forze dell’ordine, ringraziandole per il lavoro svolto durante le proteste. Ha contrapposto la mobilitazione calabrese alle immagini degli episodi avvenuti a Milano, sottolineando che esiste una Calabria che protesta senza distruggere e che collabora con chi garantisce l’ordine pubblico.

«Loro non sono nostri nemici ma sono nostri corresponsabili, i nostri collaboratori», ha detto riferendosi alle forze dell’ordine.

Infine l’appello a continuare la mobilitazione e a costruire soluzioni condivise: «Oggi pian piano l’Italia, come la Francia, come la Spagna, sta costruendo un momento popolare che parte dal basso». E ha concluso: «Ricordate che i momenti popolari nella storia che partono dal basso hanno sempre vinto».

https://www.facebook.com/reel/1102086129417965