Sab. Gen 19th, 2019

Uno scuolabus che accompagna studenti da un comune all’altro: il progetto delle amministrazioni di Motta e Martirano

Pulmini gialli che scendono e salgono tra le tortuose curve di Martirano tra le otto e le otto e trenta di mattina, alla volta del paese: sono gli scuolabus che accompagnano studenti di scuola dell’infanzia, primaria e secondaria nei plessi di Motta S. Lucia e Martirano. “Le due Amministrazioni – si legge in una nota – nell’intento di limitare il costituirsi di pluriclassi, garantiscono il trasporto da un Comune all’altro: Una sinergia che favorisce la presenza dell’istituzione Scuola in realtà poco popolate, in cui il collegamento tra località limitrofe è difficile e quest’ultima rappresenta concretamente l’anima presente e futura di una realtà sociale”.

La vita dell’Istituto comprensivo “Don Milani” diventa l’esempio tangibile “dell’impiego di energie addizionali profuse per mantenere in equilibrio una esperienza formativa dislocata in quattro Comuni differenti situati, per giunta, in aree interne della provincia di Catanzaro”.

Tra le novità, anche l’arrivo del nuovo Dirigente Scolastico, la professoressa Teresa Goffredo, già Preside del Liceo Scientifico di Lamezia, che ha avviato processi di lavoro stimolanti non solo per gli alunni, coinvolgendo nella mission dell’Istituto chiunque, a diverso titolo, volesse collaborare al progetto di costruzione di una Comunità educante unica. Sin dall’insediamento nella scuola, si è adoperata per augurare un buon inizio di anno a tutti gli allievi dislocati nei Plessi di Martirano Lombardo e Martirano antico, Conflenti e Motta S. Lucia e si è impegnata a proporre ed a partecipare, con i protagonisti della Comunità scolastica, a tutte le manifestazioni, civili e religiose, realizzate sul territorio. Collaborazione, infatti, con primi cittadini, i parroci, i rappresentanti dell’Arma, i rappresentanti di organizzazioni e genitori “è il fulcro di chi si impegna in prima persona per offrire proposte di qualità a destinatari per lo più curiosi di entrare nei meccanismi dell’apprendimento. Sono necessari, è vero – si legge ancora nella nota – anche gli strumenti per una formazione valida, ma l’Istituto si è attrezzato con aule informatiche di ultima generazione e, in qualche plesso, tablet per classi 4.0. Nonostante non sia, la nostra, una scuola a indirizzo musicale, gli allievi sono sollecitati affinché scoprano inclinazioni in tema musicale e, attraverso partecipazioni a manifestazioni e concorsi sul territorio, imparano a misurarsi con gli strumenti ed a non temere il pubblico. Le progettualità sono diverse, ma non eccessive, e spaziano dalle scienze all’arte, dalla matematica alle lingue straniere ed alle discipline sportive nell’ottica di creare occasioni per tutti, in cui ognuno si senta protagonista reale di una storia lunga l’intero spazio del primo ciclo di Scuola”.

Ed all’interno dei tre ordini, in ogni plesso, affermano “si vive la dimensione di Istituto Comprensivo condividendo, non solo gli spazi murali ed i servizi primari di mensa e trasporto, quanto il clima di rapporti ed attività pensate e realizzate insieme per sperimentare l’unità di Comunità scolastica. Una testimonianza di politica attiva e partecipata – sottolineano infine dall’istituto – è stata scritta, in questi giorni, a San Mazzeo nel comune di Conflenti, con l’inaugurazione della nuova sede di Scuola dell’Infanzia e Primaria: Villa Bunker. I locali scelti non hanno alcuna affinità con la nuova destinazione d’uso dell’edificio perché trattasi di una struttura confiscata alla mafia in cui, per spostarsi da un’aula all’altra, occorre muoversi dall’esterno. La scelta operata dall’Amministrazione è senza dubbio vincente perché riabilita lo Stato per la seconda volta considerato l’alto valore etico e sociale dell’esperienza che da qualche giorno si vive all’interno. Per concludere con un motto scegliamo “I Care…”, chiedendolo in prestito all’intestatario della nostra scuola don Lorenzo Milani, affinché diventi pratica quotidiana interrogarsi per formulare proposte sempre adeguatamente inclusive”.

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