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Jan 29, 2023, 6:16
Uomo della provvidenza o semplicemente affarista?
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Uomo della provvidenza o semplicemente affarista?

20 Novembre 2007

Quando un uomo politico si trova in difficoltà, cacciato in un angolo, chiuso in un vicolo cieco  a causa dei suoi errori o a causa degli avvenimenti che ormai non controlla più, occorre creare qualcosa di nuovo, di eclatante, qualcosa che sia in grado di suscitare emozione tra i militanti; occorre mettere in scena un colpo di teatro che possa far uscire il personaggio dalle difficoltà e  dall’isolamento, per riportarlo al centro della scena.

 

Questo ha fatto Berlusconi a Milano, in piazza San Babila, quando ha annunciato la nascita del nuovo Partito del popolo delle libertà.

Il governo Prodi aveva appena superato il primo esame sulla Finanziaria, la spallata non c’era stata, gli alleati lo attaccavano, la Casa delle Libertà era crollata diventando un cumulo di macerie, Fini e Casini si stavano smarcando e dichiaravano di voler trattare con Veltroni per una nuova legge elettorale. E lui, Berlusconi, che fa?

L’uomo non è abituato a perdere, non ammette le sue sconfitte e non rimane per molto tempo all’angolo. Reagisce. E quando reagisce, stupisce. Ecco dunque tirare dal cilindro un nuovo partito, che celebrerà la Costituente il 2 dicembre 2007 e si presenterà alle prossime elezioni politiche da solo. “Chi ci sta ci sta…”, va dicendo in giro, e rientra in gioco, prendendosi la palla e ricacciando in difesa Fini e Casini. E pur di rimanere al centro dell’attenzione, arriva a sostenere che il bipolarismo, pur essendo la formula più idonea alla democrazia, oggi in Italia con le forze politiche e le individualità in campo non è più possibile.

Alcide De Gasperi diceva che la differenza tra un politico ed uno statista è che il politico pensa alle prossime elezioni, lo statista alle prossime generazioni.

Berlusconi, che di De Gasperi crede di essere l’erede, continua a pensare alle elezioni. Dopo, ovviamente, aver pensato agli affari personali e familiari. Pensa alle elezioni, e - ricorda Gian Antonio Stella - “rispetto alla prima discesa in campo, ha una zavorra finanziaria in meno, dato che i conti aziendali vanno bene e i manager non gli suggeriscono più come Franco Tatò di ‘portare i libri in Tribunale’ (parole di Marcello Dell’Utri)”.

Nei primi 18 mesi di governo Prodi non ha fatto altro che parlare di brogli, delegittimando gli avversari e non riconoscendo la vittoria dell’Unione. Ed oggi, pur di tornare a vincere le elezioni e governare incontrastato, inventa un Polo tutto suo, nel quale confluiranno i Circoli della Brambilla, la DC delle autonomie di Rotondi, il Nuovo Psi, la Destra di Storace, l’area radicale e qualche pezzo dell’Udc (D’Onofrio, Giovanardi?). L’uomo non esita a sfruttare le difficoltà degli alleati e lo stesso deputato di Alleanza Nazionale Italo Bocchino ha affermato “C’è Berlusconi dietro la scissione di Storace da An e c’è Berlusconi dietro il passaggio di Daniela Santanché alla Destra di Storace”. E non mi meraviglierei se lo stesso Pizza entrasse nella partita e portasse in dote nientemeno che lo Scudo Crociato della Nuova DC, di cui è titolare.

 Mentre avvengono queste manovre, chi pensa alle nuove generazioni?

Il debito pubblico dello stato italiano è talmente alto da costare 70 miliardi di Euro all’anno di interessi passivi. Se questo debito non diminuisce, non ci potranno essere risorse per lo sviluppo, e quindi per il futuro dei nostri giovani. Tra l’ultimo anno pieno del precedente governo di centrosinistra (2000) ed il primo anno pieno del centrodestra (2002) la spesa primaria è aumentata di due punti percentuali, e negli anni successivi (2003, 2004, 2005) la stessa spesa è aumentata ulteriormente di altri due punti. Avete voi sentito un’idea, un pensiero, una frase, un progetto di Berlusconi su questi argomenti, negli ultimi 18 mesi?

Chi è, dunque, quest’uomo? Uno statista, o semplicemente un uomo politico che pensa ai suoi interessi, alle rivincite, alle sue vittorie elettorali?

Crede di essere l’erede di De Gasperi… Ma De Gasperi, dopo aver fatto solo l’interesse dell’Italia,  è morto povero.

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