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Armando orlando con Lech Walensa - Conflenti (CZ) 19 dicembre 1998
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Il Cammino della Polonia

09 Giugno 2006

Nel corso del recente viaggio di papa Benedetto XVI nella terra del predecessore Giovanni Paolo II abbiamo visto sventolare nuovamente le bandiere bianche di Solidarnosc, e ci siamo ricordati che c'è stato un tempo in cui in Italia si è verificata una grande ondata di simpatia per la Polonia degli anni Ottanta; e questo fenomeno è stato rievocato qualche anno fa a Roma con un convegno al quale hanno partecipato personalità italiane e polacche: sindacalisti, uomini politici, professori universitari, giornalisti, diplomatici, impegnati o coinvolti in prima persona nell'indirizzare e nel seguire da vicino quelli che sono stati definiti «gli avvenimenti più sorprendenti ma anche più complessi della seconda metà del ventesimo secolo».

 

El-Zbieta Jogal-l-a, all'epoca direttore dell'Istituto pol acco di Roma, e Guglielmo Meardi, esperto di problemi del lavoro nei paesi post-comunisti e docente presso l'Università di Warwick in Gran Bretagna, hanno raccolto le testimonianze di quel convegno in un libro, allo scopo di aiutarci a capire «perché gli Europei, e in primo luogo i Polacchi, abbiano dimostrato un interesse così relativamente limitato per qualcosa di cui dovrebbero essere orgogliosi».

Guglielmo Meardi ha scritto che la caduta dei regimi comunisti è segnata, nei tempi e nelle forme, molto più che dalla caduta del muro di Berlino, dall'esperienza polacca e dal contributo di Solidarnosc, però il fenomeno polacco, dal punto di vista sociopolitico, è stato presto sostituito nell'immaginario collettivo, così come nei discorsi ufficiali e nell'interesse politico e scientifico, dalla caduta del muro di Berlino. Tuttavia , ricorda lo studioso, il muro cadde quando la Polonia aveva già da più di due mesi un governo non comunista.

Ma come si è arrivati alle vicende che hanno fatto della Polonia il punto di partenza di un cambiamento epocale, destinato a far crollare l'impero comunista, sia in Asia che in Europa? In quale contesto sono maturate queste vicende, dalla nascita di Solidarnosc allo stato di guerra, dall'incontro nei cantieri navali di Stettino tra Gorbaciov e gli operai polacchi al crollo del regime, dalla seconda fase del movimento (con gli intellettuali che prendono il posto degli operai come futura classe dirigente del pa ese) alle conquiste, ai cambiamenti, fino ad arrivare alle elezioni del 4 giugno 1989?

Nella Polonia ormai saldamente integrata nell'impero sovietico i primi scioperi iniziano esattamente cinquant'anni addietro, il 28 giugno 1956, in una fabbrica di vagoni a Poznan, un centro di circa mezzo milione di abitanti, e la repressione dell'esercito provoca decine di morti. Nel 1968 la contestazione studentesca coinvolge Varsavia e molte altre città, ed anche in questa occasione l'azione della milizia è violenta. Nel mese di dicembre del 1970 si verificano a Danzica scioperi contro gli aumenti del prezzo della carne; nel mese di giugno del 1976 altri scioperi, con morti, feriti e centinaia di arresti.

E' nel 1976 che un gruppo di intellettuali di Varsavia organizza il Comitato di Difesa degli Operai (KOR), ed un anno dopo l'organismo inizia la pubblicazione del quindicinale clandestino L'Operaio . Nel 1978 nasce il Comitato Provvisorio del Sindacato Indipendente degli Agricoltori e nel 1979 torna in Polonia Karl Wojtyla, eletto Papa l'anno prima.

“Impeditegli di porre piede in Polonia” - aveva ammonito l'ambasciatore sovietico a Varsavia - “E'un ordine. Un ordine di Breznev”. Ma appena sceso dall'aereo, il 2 giugno 1979, Giovanni Paolo II bacia il suolo polacco ed inizia una visita di nove giorni; a predisporre la festa sono gli operai in lotta contro il regime comunista. A chi, nella piazza della basilica di san Francesco, ad Assisi, qualche mese prima aveva gridato “Non dimenticare la Chiesa del silenzio!” Karol Wojtyla aveva risposto: “Non c'è più la Chiesa del silenzio. Ora parla con la mia voce”.

Nel pomeriggio del 2 giugno 1979, sotto un sole cocente, nella grande piazza Vittoria, a Varsavia, davanti ad un immenso popolo festante, Giovanni Paolo II celebra la messa, e mentre dice “Non è possibile capire senza Cristo la storia della Nazione Polacca” si levano al cielo gli stendardi della Madonna Nera di Czestochowa.

la Madonna di Czestochowa… Ho chiesto a Lech Walesa perché porta sempre sul petto l'immagine di questa Madonna, e lui mi ha risposto: “ Io non avrei mai fatto una cosa del genere senza motivo. Conservo da sempre al collo una medaglietta e questo poteva bastarmi. Ma nel 1980 è successo un fatto strano. Mentre erano in corso gli scioperi a Danzica un gruppo di pellegrini porta nei cantieri un'immagine della Madonna che era stata benedetta nel santuario di Czestochowa dal cardinale Wyszynski. Qualcuno appunta sulla mia giacca quell'immagine, e la scena viene ripresa dalle televisioni di mezzo modo. Da allora ho deciso di portare sempre con me l'immagine della Madonna benedetta dal cardinale Primate di Polonia ”.

Il 17 settembre 1980 delegati dei comitati di sciopero di tutto il Paese si riuniscono a Danzica e costituiscono il Comitato Fondatore del Sindacato Indipendente Auto-organizzato Solidarnosc. La bandiera scelta a simbolo del sindacato è disegnata da un giovane studente ed il nome, basato sulla parola “solidarietà”, è suggerito dal delegato di Breslavia Karol Modzelewski. In pochi mesi si iscrivono quasi dieci milioni di lavoratori. Nel gennaio del 1981 Lech Walesa si reca a Roma per il suo primo viaggio all'estero, e a luglio si tiene a Danzica il Primo Congresso di Solidarnosc, che elegge presidente proprio lui, l'elettricista che il governo comunista aveva fatto licenziare assieme all'operaia gruista Anna Walentynowicz, durante lo sciopero nei cantieri Lenin.

Il 13 dicembre 1981 il governo di Varsavia proclama lo stato di guerra, mette al bando Solidarnosc e avvia nel Paese un'opera di repressione che provoca decine di morti, centinaia di feriti, più di mille arresti e circa seimila internamenti. Lo stato di guerra finisce nel mese di luglio del 1983 e a ottobre Lech Walesa riceve il Premio Nobel per la Pace. Il 5 aprile 1989 le trattative tra il governo e l'opposizione portano alla decisione di tenere libere elezioni per l'intero Senato e per il 35% dei componenti della Dieta.

I risultati delle elezioni di giugno assegnano 99 senatori su cento e tutti i seggi in palio per la Dieta al Comitato Civico creato da Solidarnosc: per la coalizione a guida comunista è la fine di ogni legittimazione al potere. Qualche giorno dopo, il 19 agosto 1989, Tadeusz Mazowiecki, pioniere del movimento di opposizione e membro della direzione di Solidarnosc, viene nominato primo ministro, e la Polonia volta pagina: a Varsavia si insedia il primo governo non comunista del dopoguerra in Europa orientale.

Il cammino della Polonia verso la libertà è stato scandito da questi avvenimenti. Ed è stata questa la grande rivoluzione polacca. Solo dopo, il 9 novembre 1989, viene abbattuto il muro di Berlino. Solo dopo la Romania , la Cecoslovacchia , la Jugoslavia e la stessa Unione Sovietica spezzano le catene del socialismo reale. Ed è la fine di un'epoca.

Venerdi 26 maggio 2006 papa Ratzinger, sulle orme di Giovanni Paolo II, nel corso della messa celebrata in piazza Pilsudski, a Varsavia, ha detto: “Davanti ai nostri occhi sono avvenuti cambiamenti di interi sistemi politici e la gente di diversi paesi ha riconquistato la libertà”.

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