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Cipolla Igp, l'"oro rosso" di Tropea
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Cipolla Igp, l'"oro rosso" di Tropea

26 Agosto 2014

Avvolta nella sua caratteristica treccia rimane una delle regine indiscusse dell'agroalimentare calabrese, scelta e apprezzata tanto dalle massaie quanto dai migliori chef ultrastellati: la "cipolla rossa di Tropea Igp", dolcissima e croccante, è ormai l'ambasciatrice della Calabria sulle tavole di tutto il pianeta.


    L'area territoriale d'elezione dell'"oro rosso di Calabria", definizione coniata per celebrare le qualità del prezioso ortaggio, oltre alla "perla" turistica del Tirreno che le ha dato il nome, comprende una buona parte della fascia litoranea che va da Fiumefreddo Bruzio, Longobardi, Serra d'Aiello, Belmonte, Amantea, in provincia di Cosenza ai comuni di Nocera Terinese, Falerna, Gizzeria, Lamezia Terme, Curinga, nel catanzarese, per finire a Pizzo, Vibo Valentia, Briatico Parghelia, Zambrone, Zaccanopoli, Zungri, Drapia, Tropea, Ricadi, Spilinga, Joppolo, Nicotera, in provincia di Vibo Valentia. Ed è proprio in questa zona che si affaccia sul mare d'Ulisse che, secondo diverse fonti storiche, si fa risalire l'introduzione della cipolla da parte dei Fenici. In seguito, poi, la coltivazione venne perfezionata dai Greci. Tra il sette e l'ottocento, invece, sono i viaggiatori protagonisti della stagione del Grand Tour a decantarne le virtù. Un viatico importante per la "rossa di Calabria" che raggiungerà una diffusione più ampia nel periodo borbonico riuscendo a guadagnare anche i mercati del nord Europa. Con l'intensificarsi degli scambi commerciali, quindi, per la cipolla di Tropea non sarà difficile, siamo alla metà del secolo scorso, varcare anche gli Oceani con destinazione Stati uniti e Canada. A distanza di secoli e malgrado le insidie della contraffazione (non si contano i sequestri di prodotto falso), il segreto della Cipolla rossa di Tropea è legato alle caratteristiche pedoclimatiche (terreno, temperatura, umidità, ore di luce) dell'area calabrese dove la si coltiva da sempre.
    Condizioni che, anche oggi, grazie al riconoscimento dell'indicazione geografica protetta (Igp), continuano a garantire quel mix di caratteristiche fisico-chimiche ed organolettiche che ne fanno un unicum a prova di imitazione.
    A celebrare i fasti della "rossa" per eccellenza, da qualche settimana, è un libro, scritto da Pino Vita, "La treccia rossa.
    Storia della cipolla di Tropea". Dalle pagine del volume si ha la possibilità di scoprire l'importanza, e la rinnovata centralità, di una coltivazione che non è solo economia, ma che racchiude anche una forte valenza storico-antropologica.

Informazioni aggiuntive

  • fonte: A.N.S.A.

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