PENSIERI&PAROLE

Jun 26, 2022, 7:17
A. Orlando

A. Orlando

I Calabresi non vogliono cambiare

Sabato, 07 Ottobre 2006 00:00

I calabresi non vogliono cambiare. Lo dico con amarezza, ma con profonda convinzione. Parlo, naturalmente, della maggioranza dei cittadini, di una grande maggioranza. Ma sono certo: i calabresi non vogliono cambiare perché stanno bene così come sono, troppo abituati ad un modo di vivere che si è formato attraverso i secoli più per volontà delle persone che per contingenze storiche. Le occasioni di cambiamento sono state tante, forse anche troppe, ma i calabresi le hanno sempre rifiutate.

Italia del sud: Imprenditori o padroni?

Domenica, 24 Settembre 2006 00:00

Chi dice che la schiavitù è finita? E chi dice che in Italia non esiste più la schiavitù?

Fabrizio Gatti, inviato de L'espresso , fingendosi rumeno ha trascorso una settimana da infiltrato in Puglia tra gli immigrati impiegati nella raccolta di pomodori e poi ha raccontato la sua esperienza: sfruttati, sottopagati, alloggiati in logori tuguri, massacrati di botte se protestano, cadaveri senza nome nei campi, braccianti che scompaiono nel nulla… è questa la vita dei lavoratori stranieri nella provincia di Foggia, a mezz'ora dalle spiagge del Gargano e lungo la via che porta i pellegrini verso il santuario di Padre Pio in S. Giovanni Rotondo.

Cittadini e Classe Dirigente

Venerdì, 15 Settembre 2006 00:00

Due notizie pubblicate dai quotidiani di agosto, una il contrario dell'altra:

  1. A Padova due spacciatori arrestati dalla polizia con il contributo dei cittadini: una ragazza fa salire i poliziotti sulla propria auto per facilitare l'inseguimento, ed un ragazzo offre la sua bici per proseguire in un'area dove l'auto non passa; al momento della cattura, applausi dalle finestre alle forze dell'ordine.
  2. A Napoli un turista americano è scippato della fotocamera, insegue i rapinatori, li raggiunge in un vicolo e li affronta per riprendersi la sua digitale; in un attimo il turista dello Utah si ritrova circondato da persone scese in strada in pantaloncini e ciabatte, che lo affrontano e lo riempiono di calci e pugni, mentre i due manigoldi salgono sullo scooter e se ne vanno con la fotocamera in tasca.

Potrei finire qui il mio intervento, tanto i fatti si commentano da soli; ma alcune considerazioni sono d'obbligo.

Fred Buscaglione

Fred Buscaglione

Sabato, 09 Settembre 2006 00:00

Vorrei che i giovani conoscessero Fred Buscaglione.

Una riflessione sulla vita e sulle opere (La piccola grande rivoluzione musicale di Fred Buscaglione: memoria di un istrione) è stata pubblicata su www.scriptamanent.net nella rubrica Problemi e Riflessioni a pag. 3, ed è stata poi ripresa su www.sanmango.it nella rubrica Biblioteca; ma il web è ricco di siti che parlano di questo personaggio straordinario, morto nel pieno della maturità artistica all'alba del 3 febbraio 1960, quando, dopo aver suonato fino a notte fonda, la sua Thunderbird rosa va a schiantarsi contro un camion carico di tufo nel quartiere romano dei Parioli.

Grazie, e buone vacanze

Grazie, e buone vacanze

Giovedì, 20 Luglio 2006 00:00

E' tempo di vacanze, ed anche di bilanci.

Sono soddisfatto della risposta che i lettori hanno dato a questa nuova rubrica. Quando ho deciso di aumentare la quantità di lavoro dedicata a “sanmango.it” ho pensato ad uno spazio – chiamato subito Pensieri e Parole – nel quale concentrare argomenti di politica, cultura e attualità: per dare un respiro più ampio al sito, e pure per mettere a frutto l'esperienza acquisita in tanti anni d'impegno culturale e sociale.

Alcide de Gasperi e l'Italia nel 1946

Alcide de Gasperi e l'Italia nel 1946

Lunedì, 10 Luglio 2006 00:00

Nel libro Storia di una passione politica Tina Anselmi scrive che il 10 agosto 1946 De Gasperi si presentò alla Conferenza della Pace di Parigi dicendo che non tutti gli italiani erano stati fascisti, ed egli poté fare questa affermazione perché c'era stata la Resistenza che legittimava la sua difesa del nostro Paese.

Riflessioni sul Referendum

Martedì, 27 Giugno 2006 00:00

Dall'inizio del 2006 ha perso le elezioni politiche di aprile, le amministrative di maggio ed il referendum di giugno; però l'uomo non è abituato a perdere, ed eccolo allora esorcizzare l'ultima sconfitta con una battuta: Tanto Prodi così non dura.

Referendum e governo Prodi

Domenica, 25 Giugno 2006 00:00

Il governo Prodi ha ottenuto la fiducia nei due rami del Parlamento e da poco più di un mese è nel pieno delle sue funzioni. Le elezioni amministrative del 28 e 29 maggio, invece di dare una spallata al nuovo premier, si sono concluse con una sostanziale vittoria dell'Unione, che ha conquistato 18 comuni capoluogo contro i 6 della Casa delle Libertà e 5 province contro le 3 della Cdl. La compagine governativa, però, ha mostrato diversi elementi di debolezza e ha fatto sorgere una domanda: Quanto resterà in carica questo governo?

Ancora sull' alternanza

Sabato, 17 Giugno 2006 00:00

L'intervento del 17 maggio 2006, dal titolo Aldo Moro Napolitano e l'alternanza , terminava con una domanda: Cosa è successo in questi ultimi 28 anni, dal 1978 al 2006, e perché Napolitano, oggi, invoca ancora la democrazia dell'alternanza?

Armando orlando con Lech Walensa - Conflenti (CZ) 19 dicembre 1998

Il Cammino della Polonia

Venerdì, 09 Giugno 2006 00:00

Nel corso del recente viaggio di papa Benedetto XVI nella terra del predecessore Giovanni Paolo II abbiamo visto sventolare nuovamente le bandiere bianche di Solidarnosc, e ci siamo ricordati che c'è stato un tempo in cui in Italia si è verificata una grande ondata di simpatia per la Polonia degli anni Ottanta; e questo fenomeno è stato rievocato qualche anno fa a Roma con un convegno al quale hanno partecipato personalità italiane e polacche: sindacalisti, uomini politici, professori universitari, giornalisti, diplomatici, impegnati o coinvolti in prima persona nell'indirizzare e nel seguire da vicino quelli che sono stati definiti «gli avvenimenti più sorprendenti ma anche più complessi della seconda metà del ventesimo secolo».

Falcone, Borsellino e Caponnetto

Falcone, Borsellino e Caponnetto

Martedì, 23 Maggio 2006 00:00

Il 23 maggio di quattordici anni fa, nel 1992, a Capaci, nel tratto di autostrada che dall'aeroporto di Punta Raisi porta a Palermo, cento chili di tritolo e un comando a distanza fanno saltare in aria le auto di Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli uomini di scorta, Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani.

Aldo Moro Napolitano e l' alternanza

Aldo Moro Napolitano e l' alternanza

Mercoledì, 17 Maggio 2006 00:00

Nel suo primo discorso da presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha detto che “è venuto il tempo della maturità per la democrazia dell'alternanza anche in Italia”. Ma già nel 1978 Aldo Moro diceva che, dopo una prima fase dell'emergenza, si doveva aprire la stagione dell'alternanza.

Bertinotti primo maggio e comunismo

Bertinotti primo maggio e comunismo

Lunedì, 01 Maggio 2006 00:00

Fausto Bertinotti è stato eletto alla presidenza della Camera dei Deputati, ed ora che ha dedicato l'elezione alle operaie e agli operai, voglio fare alcune riflessioni sul comunismo; non sui partiti che ad esso si sono ispirati, ma sul comunismo come ideale che ha convinto milioni di persone nelle diverse nazioni della Terra.

Tina Anselmi: Storia di una passione politica

Tina Anselmi: Storia di una passione politica

Martedì, 25 Aprile 2006 00:00

Nel giorno in cui l'Italia festeggia l'anniversario della Liberazione voglio parlare di Tina Anselmi: aveva diciassette anni quando, nel 1944, assiste all'impiccagione di un gruppo di giovani partigiani a Bassano del Grappa, ed è allora che questa giovane studentessa entra nella lotta armata della Resistenza e diventa una staffetta dei partigiani con il nome di Gabriella.

IL VOTO DI APRILE VISTO DA LONTANO

Venerdì, 14 Aprile 2006 00:00

E' interessante vedere come i giornali esteri hanno commentato le elezioni italiane. Riportiamo in sintesi alcuni interventi registrati in questi giorni, partendo dai titoli: “Vittoria precaria. La coalizione di sinistra ce la fa per un pelo. Berlusconi contesta il risultato” è di Liberation, mentre The New York Times scrive “Voto italiano, echi americani” con un chiaro riferimento alle incertezze che hanno accompagnato la vittoria elettorale di Bush nel 2000; The Indipendent e The Guardian correlano voto e arresto di Provenzano e titolano “Fine della corsa per il padrino” e “Il potere passa di mano in Italia. Il capo dei capi viene preso”.

IL VOTO DI APRILE 2006

Mercoledì, 12 Aprile 2006 00:00

Se l'obiettivo della maggioranza di centrodestra e del governo Berlusconi, nel varare la nuova legge elettorale, era quello di “mutilare” la vittoria di Prodi e di rendere, così, ingovernabile l'Italia, devo dire che il risultato è stato ottenuto.

Una maggioranza che per quattro anni, dal 2001 in poi, è uscita sconfitta da ogni competizione elettorale (comunali, provinciali, regionali) non poteva certo assistere indifferente alla sua fine. Allora ecco pronto un sistema elettorale confezionato senza il coinvolgimento dell'opposizione, con un meccanismo che consente la formazione di maggioranze diverse nei due rami del Parlamento. Come dire: Muoia Sansone con tutti i Filistei! Solo che a morire, questa volta, è l'Italia. Un rischio che io vedo non tanto remoto.

Mi chiedo dove sia andato a finire il buon senso degli italiani. Nel 1992 e nel 1993 ho difeso il sistema proporzionale sia in televisione che nelle piazze, e ricordo che eravamo in pochi, allora: Verdi, Rete e Rifondazione Comunista. Il 90% degli italiani, con un referendum, aveva scelto il maggioritario, e con quel sistema si è votato nel 1994, nel 1996 e nel 2001. Poi, all'improvviso, a pochi mesi dal voto di aprile 2006, ecco tornato il proporzionale. Con buona pace di ciò che era avvenuto negli ultimi dodici anni.

Una legge, prima votata dal centrodestra e poi definita una “porcata”, ha portato l'Italia ad un grado di governabilità che non è quello auspicato.

Nel 1994 il governo Berlusconi non aveva la maggioranza al Senato ed una spregiudicata campagna acquisti ha ribaltato il risultato uscito dalle urne. Nel 2006 la maggioranza di centrosinistra si basa su pochi senatori, ma questo non basta a dare al Paese il giusto grado di governabilità. Io credo che Berlusconi, con questo “avvelenare i pozzi prima di lasciare il campo”, abbia reso un ottimo servizio al suo partito, ma ha reso un pessimo servizio al Paese.

E' per questo motivo che ho votato Rifondazione Comunista. Questo non vuol dire che sono un comunista. Ho fatto questa scelta per contribuire a creare in Parlamento una forza politica robusta e affidabile in grado di contrastare una cultura di destra sempre più arrogante, populista, individualista e interessata, pronta spezzare il legame di solidarietà, sottile, che ancora tiene unita la società e capace di portare il Paese alla deriva. E non mi sono certo preoccupato della presenza nelle liste di Luxuria e di Caruso. Perché mi sono sentito in buona compagnia: basta leggere i nomi di scrittori, artisti, uomini di cultura e di spettacolo, imprenditori, uomini delle professioni, ricercatori, scienziati, giovani che prima delle elezioni hanno firmato l'appello per il partito di Bertinotti.

E poi, diciamolo chiaramente, qualche programma della cosiddetta sinistra radicale non è poi da buttare a mare. Parlo, per esempio, dell'idea di tassare i patrimoni. Quando l'amministrazione dello Stato non è in grado di far pagare a tutti i cittadini le tasse sul reddito prodotto, perché scandalizzarsi se si tassano i patrimoni? Per 24 anni ho svolto attività di analista finanziario ed ho visto centinaia di bilanci aziendali con utili netti insignificanti, se non addirittura in perdita; eppure i soggetti analizzati godevano di proprietà immobiliari di tutto rispetto, certamente non compatibili con i flussi di reddito dichiarati al Fisco. Dov'è lo scandalo se anche questi signori sono chiamati a pagare le tasse, così come le ha pagate il sottoscritto per 36 anni, ininterrottamente, mediante il prelievo diretto in busta paga, e così come continuerò a pagarle nel periodo della pensione?

Non sono in grado di fare previsioni sul futuro politico del Paese, anche perché non è questo il mio mestiere. Ma di una cosa sono certo: con questa sua ultima “bravata” Silvio Berlusconi uscirà dalla storia. Egli ha creato un sistema politico fondato sulla sovranità delle feudalità partitiche, anziché sulla forza delle istituzioni (parole di Franco Cangini in Gazzetta del Sud odierna), e questa, aggiungo io, era sicuramente l'ultima cosa di cui il Paese aveva bisogno.

Prima del voto, Sergio Romano ha scritto sul Corriere della Sera di sabato 8 aprile 2006: “Berlusconi è l'uomo che ha maggiormente contribuito a creare le condizioni per un nuovo sistema politico italiano. Ma è anche l'uomo che maggiormente gli ha impedito di funzionare bene. E' stato per un certo periodo la soluzione dei nostri problemi. E' divenuto il maggior problema del Paese”.

SI TORNA A PARLARE DI SESSANTOTTO

SI TORNA A PARLARE DI SESSANTOTTO

Mercoledì, 05 Aprile 2006 00:00

Ogni volta che in qualche parte del mondo si registrano manifestazioni di protesta che sfociano in scontri con le forze dell'ordine, si ricomincia a parlare di Sessantotto. E' successo più volte negli anni passati, e succede in questi giorni guardando la Francia.

KAROL WOJTYLA AD UN ANNO DALLA MORTE

KAROL WOJTYLA AD UN ANNO DALLA MORTE

Venerdì, 31 Marzo 2006 00:00

Venerdì 5 ottobre 1984 un aereo atterra a Lamezia ed un signore vestito di bianco scende e si china a baciare la terra. Poi riceve l'omaggio di migliaia di agricoltori e dice: "Non ho mai visto una processione di doni così lunga". Inizia così la visita di Giovanni Paolo II in Calabria.