POLITICA

Aug 16, 2017, 23:49
Consiglio regionale: Tonino Scalzo eletto presidente
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Consiglio regionale: Tonino Scalzo eletto presidente

08 Gennaio 2015

E’ stata aperta ieri pomeriggio, la prima seduta della decima legislatura del Consiglio Regionale presieduta, come da regolamento, dal consigliere più anziano Giuseppe Gentile e con le funzioni di segreteria demandate ai consiglieri più giovani Francesco Cannizzaro e Nicola Irto. Eletto alla prima votazioneTonino Scalzo, renziano del Pd, presidente del consiglio regionale, ricevendo 22 voti. Compatta tutta la maggioranza. Subentra a Francesco Talarico, non eletto nelle file dell’Udc.

ECCO IL PRIMO INTERVENTO INTEGRALE DEL NEO PRESIDENTE DELL’ASSEMBLEA REGIONALE:

“Presidente, Onorevoli colleghi,
E’ con grande gioia e con immensa emozione che assumo questo prestigioso incarico. Voglio anzitutto rivolgere ilo mio pensiero e il mio saluto a tutti i cittadini calabresi, in particolare a coloro che sono messi a dura prova ad una crisi economia senza precedenti. Ringrazio voi, carissimi colleghi, per avermi concesso l’onore di presiedere questa Assemblea. Un ringraziamento particolare al presidente Mario Oliverio, che ha creduto in me, mi ha sostenuto e mi ha dato modo di apprezzare le sue straordinarie qualità politiche e, soprattutto, umane. Intendo, fin da subito, evidenziare che lo svolgimento dell’attività istituzionale si dispiegherà in sinergia col progetto di rinnovamento della Calabri ha in Mario Oliverio il suo principale interprete. Ringrazio il mio partito e la coalizione di centrosinistra di cui sono espressione. Lasciatemi esprimere anche un saluto ed un ringraziamento particolare al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per il suo impegno a tutela delle Istituzioni e del bene prezioso dell’Unità del Paese. Un ringraziamento al premier Matteo Renzi per l’attenzione che ha già manifestato alla Calabria definita “la madre di tutte le battaglie” non solo per il riscatto del Mezzogiorno ma per l’intero Paese. All’orgoglio che provo nell’assumere questo nuovo ed importante impegno, fa da contraltare la consapevolezza dell’enorme responsabilità che il mio e il nostro ruolo ci imporrà nel corso della decima legislatura. Oggi la Calabria è la regione più povera del Paese. Ha una disoccupazione giovanile – il 65 per cento – che è uno scandalo sociale;
– vi è una povertà galoppante che coinvolge non più soltanto i ceti sociali meno abbienti;
– registriamo una pesante crisi del sistema produttivo non più in grado di assicurare i livelli occupazionali esistenti;
– la stretta creditizia operata dal sistema bancario deprime investimenti e idee imprenditoriali;
– la caduta degli investimenti pubblici agisce ferocemente su economie come la nostra;
– i comuni presentano difficoltà enormi nel fronteggiare i bisogni basilari;
– la presenza sempre più pervasiva della mafia nelle attività economiche e il condizionamento sulle istituzioni democratiche
La politica in generale, ed a maggior ragione quella calabrese, sono chiamate ad un duro banco di prova, rendere conto del proprio operato con risposte rapide, concrete e durature.
Per quanto riguarda la nostra regione, occorre:
– il coraggio dell’innovazione, attraverso un “Patto per la crescita” che aiuti le piccole imprese in sinergia con le Università
– una netta discontinuità politica ed amministrativa col passato;
– un netto richiamo all’esercizio della responsabilità da parte delle classi dirigenti.
Occorre piena consapevolezza dei complessi problemi che viviamo, perché siamo dentro un profondo mutamento della struttura societaria. In più, soffriamo una crisi economica che, mentre vede gli Stati dell’Eurozona rinunciare a scelte fondamentali, non registra alcun miglioramento nella qualità della vita dei cittadini, anzi amplia le povertà e le ingiustizie sociale. In Europa il 2015 non promette niente di buono per i Paesi con un debito pubblico come il nostro. Sicché, ad ogni Istituzione pubblica e privata è richiesto un impegno straordinario e di segno riformista, finalizzato a alla crescita sociale ed economica. Si aggiunga, tornando a noi il rischio per la spinta neocentralista che mira ad indebolire funzioni e ruolo delle Regioni, riducendone le competenze, con la conseguenza di deprimere la rappresentatività democratica dei territori. Il nostro compito, pertanto, ad incominciare da quest’Aula di democrazia, risulta, com’è evidente, particolarmente gravoso. Se non riusciremo a rimettere in sesto la Regione, anzitutto ottimizzando la spesa pubblica, partendo dall’utilizzazione dei fondi comunitari su cui già il presidente Oliverio è all’opera, rischiamo di essere gli ultimi esponenti di un’Istituzione alla deriva. Per me, avviare i lavori della prima seduta della X Legislatura, è un grande privilegio che spero di meritarmi attraverso un impegno quotidiano che – assicuro fin d’ora – sarà assiduo, puntuale, scrupoloso. E’ mia intenzione fare del Consiglio regionale, assieme a tutti voi, una sede aperta ai calabresi: trasparente, produttiva, efficiente, attraverso:
1) il lavoro delle Commissioni
2) la valorizzazione dei tradizionali strumenti di impulso e controllo democratico come le interrogazioni, le interpellanze, le mozioni
3) l’iniziativa legislativa, sganciata da influenze settoriali che hanno pesato negativamente sulla qualità delle leggi.
Tutto ciò ci aiuterà a dare un’altra immagine dell’Assemblea legislativa e a riguadagnare la fiducia dei cittadini.
Il Consiglio regionale non deve più essere un luogo costretto, com’è accaduto nel passato, a chiudersi a riccio dinanzi alla protesta sociale. Ma deve essere un luogo privo di opacità, dove ciò che accade è reso conoscibile all’opinione pubblica. In tal senso, il ruolo dell’informazione è indispensabile: un’informazione libera è uno dei fondamenti della democrazia. Perciò, ringrazio fin d’ora i giornalisti che seguono i nostri lavori ed a tutti loro assicuro la nostra massima e sincera collaborazione. Tutto ciò potrò ridare autorevolezza e prestigio all’Assemblea legislativa . L’avvio di una fase di riforma dello Statuto e della stessa legge elettorale, come annunciato dal presidente Oliverio, proprio per garantire la democraticità di normative così delicate, va nella stessa direzione… Insomma un Consiglio regionale in grado di colloquiare con le forze sociali, con le organizzazioni professionali e con i comuni, avamposti fondamentali della democrazia Un’Assemblea regionale che sappia valorizzare la sua presenza nell’organismo nazionale dei Consigli regionali, dove pervengono stimoli legislativi ed opportunità che non possiamo perdere. In quella sede, inoltre, occorrerà partecipare alla discussione sulla riforma del bicameralismo e l’istituzione del Senato delle autonomie che possa consentire alle Regioni di avere un luogo di confronto e di rappresentanza nazionale. Un’Assemblea che inizi ad occuparsi del Mediterraneo, che fornisca allo stesso Esecutivo regionale, magari attraverso l’istituzione di uno specifico Osservatorio sul Mediterraneo, elementi che consentano alla Calabria di svolgere un ruolo utile per popoli in sofferenza e proficuo per la valorizzazione delle nostre risorse ambientali, economiche e culturali… Queste indicate, sono alcune delle linee di lavoro che costituiscono l’impegno che intendo svolgere. Un impegno che sapremo portare avanti:
a) insieme a tutte le forze politiche presenti in quest’Aula
b) insieme al mondo associazionistico, al volontariato, alla Chiesa calabrese ed alle istanze più rappresentative, sociali, economiche e culturali della nostra terra:
c) insieme alla Calabria ed ai calabresi onesti.
Proprio in virtù dello stretto legame che deve intercorrere fra le istituzioni da noi rappresentate ed i cittadini, non possiamo ignorare il fenomeno dell’antipolitica. E’ necessario ridare dignità al ruolo che sdiamo chiamati a svolgere, riacquistando la fiducia dei cittadini attr5averso un quotidiano impegno, rivolto a dare credibilità al nostro operato.
Un’attenzione particolare, è importante riservare alle tante “Calabrie” della diaspora, per tentare di trasformare un dramma sociale – qual è stato l’emigrazione – in un’occasione di sviluppo per la Calabria, considerato che i suoi migliori ambasciatori oggi sono proprio le nostre comunità all’estero. Prima di concludere, avverto l’obbligo di ricordare a tutti noi, che l’Aula in cui ci riuniamo è intitolata al vicepresidente del Consiglio regionale Francesco Fortugno, ucciso il 16 ottobre del 2005 mentre a Locri si recava al seggio delle primarie dell’Unione. E lo faccio, non solo per ricordare uno di noi. Ma per rimarcare, anche in questa giornata particolare, che la Calabria purtroppo continua a fare i conti con la mafia più potente, che tenta di condizionare le istituzioni. A noi è richiesta, in questa battaglia che intendiamo combattere a viso aperto, una dose ulteriore di responsabilità rispetto al cittadino comune. Sottolineo, infine, l’importanza che l’Expo 2015 ha per la Calabria e per la promozione della Dieta mediterranea. Nell’esposizione mondiale di Milano sarà quindi importante esserci, col comparto agroalimentare, con la bellezza dei nostri borghi e del nostro entroterra, ricco di storia e di tradizioni. Sono convinto – concludendo – che se impostiamo la X Legislatura lungo le direttrici programmatiche indicate dal Presidente della Regione e da quelle dal sottoscritto , otterremo risultati. Miglioreremo la qualità della politica e daremo nuovo impulso all’Istituzione per la quale operiamo all’insegna di un impegno incentrato sui fatti e sulla verità. I calabresi, diceva uno dei più grandi scrittori del Novecento, il nostro Corrado Alvaro, vogliono essere parlati. Ma non troppo, aggiungo io sommessamente . E non solo per scongiurare una delle quindici malattie indicate (per la Curia) da Papa Francesco: “il terrorismo delle chiacchere”. Ma anche perché il nostro tempo e i nostri problemi abbondantemente noti, non consentono più parole. O comunque non solo parole. I calabresi alla politica oggi chiedono sobrietà e rigore nei comportamenti e nell’azione quotidiana. Ma sobrietà e rigore sono richiesti non solo in termini di spending review. Un intervento che pure è fondamentale. Occorre che la politica e le classi dirigenti calabresi avvertano l’urgenza di fare bene le cose che fanno, puntando a ricucire il filo spezzato della memoria, recuperando la nostra storia e valorizzando le nostre tradizioni, perché se non si capisce da dove veniamo difficilmente sapremo dove intendiamo andare. In tal senso, ritengo formidabile la lezione del Papa che “viene dalla fine del mondo”. La sua esortazione a recuperare concetti come umanità e solidarietà, nel nostro vissuto quotidiano, e ad allontanandoci dalla “patologie del potere” e “dall’impietrimento mentale e spirituale”, può senz’altro aiutarci!
Grazie e buon lavoro!”

Informazioni aggiuntive

  • Segnalato da: Uff. stampa Regione Calabria

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