Tradizione e identità al centro del progetto promosso dalla Pro Loco: memoria e saperi diventano leva per la crescita culturale e il turismo del borgo
La riscoperta e la valorizzazione dei vecchi mestieri rappresentano oggi uno degli elementi centrali del percorso culturale avviato a San Mango d’Aquino, borgo della Valle del Savuto profondamente legato alla propria storia contadina e artigiana.
In linea con il racconto dei borghi calabresi che stanno recuperando memoria e identità grazie al lavoro di Paolo Marra con il suo nuovo format “Il viaggio di Rocco”, anche San Mango d’Aquino ha scelto di riportare al centro le tradizioni legate al lavoro manuale: mestieri che per secoli hanno costituito l’ossatura economica e sociale della comunità locale, modellandone usi, costumi e relazioni.
Un risultato che è stato possibile grazie al ruolo determinante della Pro Loco di San Mango d’Aquino, che ha promosso e coordinato le iniziative di valorizzazione del patrimonio culturale immateriale del paese. In particolare, si evidenzia l’impegno del presidente Lorenzo Trunzo, che ha contribuito a trasformare la memoria storica in un progetto collettivo, coinvolgendo cittadini e nuove generazioni.
Accanto all’azione della Pro Loco, si è rivelato significativo il sostegno derivante dall’impegno politico e sociale di Gallo Serafino e Francesco Fiorile Sacco, che, individuata l’importanza dell’evento e orientata l’associazione, hanno contribuito in modo concreto al percorso di tutela e valorizzazione delle tradizioni locali, riconosciute come elemento centrale dell’identità, della coesione sociale e dello sviluppo futuro del borgo
La riscoperta dei vecchi mestieri non viene interpretata come semplice rievocazione del passato, ma come occasione di crescita culturale e di sviluppo legato a un turismo lento e consapevole, capace di valorizzare i territori attraverso le storie e i saperi delle comunità che li abitano.
San Mango d’Aquino conferma così la volontà di custodire e tramandare le proprie radici, dimostrando che la tradizione, quando è condivisa, può diventare un autentico strumento di valorizzazione territoriale.



