“ASP Armata Spaccamattoni”, questa sera Angelo Colosimo porta in scena il teatro che racconta paure e contraddizioni del nostro tempo

Al Castello Murat di Pizzo, alle ore 21, l’attore e autore calabrese sarà protagonista di uno spettacolo che mescola amicizia, superstizione, cronaca e immaginazione. Un viaggio teatrale intenso firmato da uno degli interpreti più interessanti espressi dalla Calabria negli ultimi anni

PIZZO – C’è un teatro che intrattiene e un teatro che interroga. E poi c’è quel teatro capace di raccontare una comunità, le sue paure, i suoi pregiudizi e le sue fragilità attraverso il linguaggio della narrazione e dell’ironia. È il caso di “ASP Armata Spaccamattoni”, lo spettacolo scritto e interpretato da Angelo Colosimo, in programma questa sera alle ore 21 al Castello Murat di Pizzo, nell’ambito del progetto culturale promosso da Teatri in Note in collaborazione con Scena Verticale e Mammut Teatro.
L’opera prende le mosse da una vicenda apparentemente semplice: all’inizio del 2020 i fratelli Bruzzano e la loro madre si trasferiscono dal Sud a Lodi proprio mentre il mondo viene travolto dalla pandemia. Nel loro paese d’origine qualcuno arriva persino a considerarli responsabili del contagio. Da qui nasce il folle progetto dell’“Armata degli Spaccamattoni”, un gruppo di amici deciso a riportarli a casa per ristabilire un improbabile ordine delle cose.
Ma dietro la trama, a tratti surreale e divertente, si nasconde una riflessione molto più profonda. Lo spettacolo affronta il confine sottile tra realtà e immaginazione, tra superstizione e razionalità, tra paura collettiva e bisogno umano di trovare sempre un colpevole. È un racconto che parla del nostro tempo, delle sue fragilità e dei meccanismi sociali che spesso trasformano l’ignoto in sospetto.
Un attore calabrese che ha costruito il proprio percorso sui palcoscenici nazionali

Per comprendere il valore di questo lavoro bisogna guardare anche al percorso artistico di Angelo Colosimo, attore originario di San Mango d’Aquino, che negli anni ha costruito con pazienza e talento una carriera solida e riconosciuta nel panorama teatrale italiano.

Laureato al DAMS dell’Università di Bologna nel 2008, Colosimo inizia a confrontarsi con il pubblico già dal 2001.
L’esperienza nel teatro ragazzi lo porta rapidamente a maturare una notevole presenza scenica, con una produzione che supera stabilmente i dieci spettacoli all’anno.
Una tappa fondamentale arriva nel 2007 con l’ingresso nella scuola attori del Teatro Due di Parma, dove ha l’opportunità di lavorare con maestri del calibro di Valerio BinascoClaudio Longhi e Walter Le Moli, figure che hanno segnato il teatro contemporaneo italiano.
Negli stessi anni avvia una significativa collaborazione con Francesco Brandi, portando in tournée lo spettacolo Tutta colpa degli uomini, insieme a Margot Sikabonyi, esperienza che contribuisce a consolidarne il profilo professionale.


La Calabria come materia narrativa

Una delle caratteristiche più interessanti del lavoro di Colosimo è la capacità di trasformare l’identità calabrese in materia teatrale senza scadere negli stereotipi. Le sue opere non cercano il folklore facile, ma scavano nelle contraddizioni, nelle paure e nelle dinamiche sociali che attraversano le comunità del Sud.

In questa direzione si colloca anche “Simu e pùarcu”, altro lavoro scritto e interpretato dall’attore, che ha contribuito a rafforzare la sua reputazione di autore capace di coniugare radici territoriali e linguaggi universali.

Negli ultimi anni Colosimo ha inoltre raccolto importanti riconoscimenti e partecipazioni a produzioni di rilievo nazionale, confermando una crescita artistica costante che lo ha reso una delle voci più originali del teatro calabrese contemporaneo.

Un appuntamento da non perdere

Lo spettacolo di questa sera a Pizzo rappresenta dunque qualcosa di più di una semplice rappresentazione teatrale. È l’occasione per incontrare un artista che ha scelto di raccontare il presente attraverso il linguaggio della scena, utilizzando l’ironia e la narrazione per affrontare temi complessi e profondamente umani.

In un’epoca in cui la velocità dell’informazione tende spesso a semplificare tutto, il teatro di Angelo Colosimo invita invece a fermarsi, osservare e riflettere. E forse proprio per questo continua a parlare con forza al pubblico.

Questa sera, alle ore 21, il sipario del Castello Murat si alzerà su una storia che nasce dalla Calabria ma che racconta paure, sogni e contraddizioni di tutti noi.