Morte del medico Blaganò, il gip riapre il caso: disposti nuovi accertamenti

A Lamezia nuove verifiche sulla scomparsa e sul decesso del medico Antonio Blaganò: il giudice respinge l’ipotesi di archiviazione e chiede ulteriori approfondimenti su rapporti personali, condizioni cliniche e ultimi contatti

Non è ancora una vicenda chiusa quella che riguarda la morte del medico Antonio Blaganò, 67 anni, scomparso nell’estate del 2025 e ritrovato senza vita dopo giorni di ricerche tra il territorio di Nocera Terinese e San Mango D’Aquino.
A distanza di mesi, il procedimento giudiziario torna al centro dell’attenzione: il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lamezia Terme ha disposto nuove attività investigative, ritenendo che alcuni aspetti della vicenda non siano stati ancora chiariti in maniera sufficiente.
La decisione arriva dopo la richiesta di archiviazione avanzata nei mesi scorsi dalla Procura di Lamezia Terme. Il fascicolo era stato aperto inizialmente per l’ipotesi di istigazione al suicidio, ma gli accertamenti medico-legali depositati nel corso dell’indagine avrebbero ricondotto il decesso a cause naturali.
Secondo quanto emerso dalla consulenza medico-legale, il medico sarebbe stato colpito da un ictus che avrebbe provocato anche una condizione di alterazione cognitiva e perdita di memoria. Elementi che avevano portato il pubblico ministero a ritenere non sostenibili ulteriori contestazioni penali.
Il giudice per le indagini preliminari, tuttavia, ha ritenuto che il quadro ricostruito fino a questo momento presenti ancora margini di approfondimento. Nell’ordinanza il gip sottolinea che «non risultano sufficientemente chiariti i contorni della vicenda esitata nella morte del dott. Blaganò» e richiama la necessità di approfondire in particolare i rapporti intercorsi tra il medico e le persone con cui sarebbe entrato in contatto immediatamente prima della scomparsa.
Tra gli aspetti da verificare figura anche la ricostruzione della storia clinica del professionista e l’eventuale assunzione di farmaci psicotropi nel periodo precedente ai fatti. Per questo motivo il giudice ha disposto che il pubblico ministero svolga ulteriori accertamenti entro il termine di tre mesi.
La vicenda aveva profondamente colpito il comprensorio lametino nell’estate del 2025. Antonio Blaganò, medico in servizio presso la Guardia medica di Nocera Terinese, si era allontanato all’alba del 24 luglio. Le immagini registrate da una telecamera avevano restituito fin da subito una scena insolita: il medico veniva ripreso mentre lasciava la struttura indossando una scarpa a un piede e una ciabatta all’altro, entrambe calzate in maniera anomala. All’interno della sede sanitaria sarebbero stati inoltre riscontrati segni di disordine, mentre alcune testimonianze riferivano di aver notato il professionista in condizioni di apparente difficoltà motoria.
Il giorno successivo alla scomparsa i carabinieri individuarono la sua automobile, una Fiat 600 blu, in una zona isolata della località Galasso, nel territorio di San Mango D’Aquino, lungo l’area attraversata dal fiume Savuto. L’auto presentava particolari che alimentarono interrogativi: motore acceso, sportello lato guida aperto e telefono cellulare rimasto all’interno.
Nei giorni successivi le operazioni di ricerca portarono prima al ritrovamento degli occhiali del medico, a circa due chilometri dal punto in cui era stata rinvenuta l’auto, e successivamente all’intervento dei cani molecolari che indirizzarono le squadre verso un’area particolarmente impervia.
L’1 agosto 2025 il corpo senza vita del medico venne trovato in un dirupo, nascosto dalla vegetazione, a circa tre chilometri dal luogo in cui era stata lasciata l’autovettura.
Dopo il ritrovamento, la Procura dispose il sequestro dei dispositivi elettronici del professionista, inclusi computer e telefoni cellulari, per ricostruire spostamenti, comunicazioni e contesto personale.
La decisione del gip non modifica allo stato le conclusioni medico-legali già depositate, ma riporta l’attenzione sulla necessità di completare il quadro investigativo prima di una eventuale definizione del procedimento.
Nel fascicolo risultano persone offese la moglie e i figli del medico, che ora attendono l’esito dei nuovi approfondimenti disposti dall’autorità giudiziaria.