Grande partecipazione per la manifestazione dedicata alla letteratura e alla cultura, con l’annuncio di nuove sezioni e del progetto “Il Manoscritto dei Poeti”
Si è svolta nella serata di sabato 25 luglio, la quattordicesima edizione del Premio Muricello, la manifestazione culturale che dal 2013 si conferma come un vero e proprio sinonimo di eccellenza per la Calabria e non solo. Nella suggestiva cornice di Piazzetta Biblioteca “Nuccio Ordine”, circondata da libri e opere d’arte, un pubblico folto e partecipe ha assistito a una serata ricca di contenuti, emozioni e visioni per il futuro.
A portare il saluto delle istituzioni locali è stato il Primo Cittadino di San Mango d’Aquino, Giammarco Cimino, che ai nostri microfoni si è soffermato sul ruolo centrale della cultura per il rilancio dei borghi e sul profondo significato del “diritto alla ricerca della felicità”:
«Il diritto alla ricerca della felicità è un concetto che soprattutto le nuove generazioni devono imparare, perché la felicità non è un diritto acquisito, ma qualcosa che va costruito. Le istituzioni, promuovendo e favorendo momenti di spessore come quello di stasera, con una platea qualificata, hanno il compito di raccontare le bellezze di una Calabria straordinaria che ha tantissimo da dire, anche nei gesti e nella quotidianità. È questo il messaggio più bello: anche la semplicità può regalare grandi emozioni.»

Il Sindaco ha poi evidenziato l’impegno quotidiano e il valore della speranza in un momento storico complesso:
«Fare cultura oggi nei nostri comuni e nei nostri borghi non è assolutamente scontato. Nel nostro piccolo cerchiamo di farlo ogni giorno, lasciando un segnale di bellezza che le nuove generazioni devono comprendere e raccontare al meglio. Da San Mango parte un messaggio per tutta la Calabria: la cultura è fondamentale, soprattutto in un mondo e in una società che stanno attraversando un periodo buio. Ma, come ho ricordato nel mio intervento di saluto, dopo il buio arriva sempre la luce, ed è questa la speranza che tutti noi dobbiamo custodire.»
Tra i contributi di maggior rilievo e spessore della serata vi è stato quello dello scrittore Olimpio Talarico, cofondatore del prestigioso Premio Caccuri, che ha ribadito il valore etico e sociale del fare cultura in Calabria:
«Torno a San Mango molto volentieri, per due motivi: il primo è perché trovo, come diceva il professor Nisticò, dei “malati”, e non è facile trovare luoghi in cui questi appassionati si ritrovano. Ma abbiamo un compito importante: raccontare la grande bellezza della letteratura. Non possiamo limitarci a raccontarcela tra di noi, dobbiamo raccontarla agli altri. E per farlo dobbiamo essere credibili: il Premio Caccuri e il Premio Muricello lo sono. La Calabria ha bisogno di denunciare, certo, ma ha soprattutto bisogno di essere seria e di avere certezze.»
Talarico si è poi soffermato sulla missione divulgativa che ogni intellettuale dovrebbe perseguire:
«Dobbiamo uscire da una letteratura raccontata solo all’interno degli addetti ai lavori. Il successo del Premio Caccuri sta proprio nell’essere trasversali: se ogni anno, tra le migliaia di persone che ci seguono, riusciamo a far leggere anche solo dieci persone per la prima volta, abbiamo fatto il compito che gli intellettuali devono fare. Stasera dobbiamo tornare a casa, andare nei bar, nelle piazze e raccontare quanto sia importante la letteratura. E Antonio Chieffallo lo sta facendo con molta passione e grande serietà.»
A condurre la serata con maestria è stata la giornalista Rosita Mercatante, che ha rimarcato la portata identitaria della manifestazione:

«È un premio ormai storicizzato che ha conquistato un suo spazio nel panorama culturale calabrese. Anche quest’anno accoglie scrittori di prestigio, confermando un’intuizione vincente: quella di dare spazio ai talenti della nostra terra. In Calabria è sicuramente più difficile ritagliarsi uno spazio ed emergere rispetto ad altri contesti nazionali o europei, e la scelta dell’Associazione Muricello e di Antonio Chieffallo di dare voce a chi fa cultura qui è fondamentale.»
La conduttrice ha poi richiamato l’attenzione sul valore della location e sul percorso dinamico dell’associazione:
«Ci troviamo in un luogo bellissimo come la Biblioteca Nuccio Ordine, che racchiude un patrimonio prezioso di volumi e pubblicazioni storiche. Ma ciò che deve emergere è che la serata finale è solo l’atto conclusivo di un lungo percorso di lavoro, tappe e impegno che si sviluppa durante tutto l’anno. Il Premio Muricello guarda sempre in avanti senza perdere la sua identità, con l’ambizione di rinnovarsi costantemente.»
In un’intervista rilasciata a margine dell’evento a Lameziaterme.it, il presidente dell’Associazione Muricello, Antonio Chieffallo, ha espresso profonda soddisfazione per il percorso compiuto:
«Siamo estremamente soddisfatti per il lavoro portato avanti nel corso dell’anno, che si concretizza in quest’ultima serata, e per la qualità dei finalisti presentati. Questa è un’edizione “ponte” tra ciò che siamo stati fino ad oggi e quello che diventeremo, con importanti novità in cantiere. Tra tutte, l’istituzione di una giuria dedicata alla poesia, poiché il prossimo anno avremo una serata interamente incentrata su questa disciplina.»
Chieffallo ha poi rimarcato il forte legame simbiotico con il luogo che ha ospitato l’evento:
«La Biblioteca Nuccio Ordine e il Premio Muricello lavorano in assoluta sinergia: le attività dell’una e dell’altro si compenetrano ed è per questo che abbiamo voluto fortemente tenere la serata nella piazzetta antistante. Presentare qui il dipinto del Prof. Nuccio Ordine e il progetto del “Manoscritto dei Poeti” dimostra come arte, memoria e letteratura vadano di pari passo.»
Un ruolo fondamentale nella riuscita della manifestazione è stato svolto dagli approfondimenti critici affidati ai relatori della serata, che hanno introdotto e valorizzato le opere in concorso:
- “Se ritieni che sia giusto” (Arkadia) di Pasquale Allegro, un intenso romanzo incentrato sul conflitto generazionale tra padre e figlio e sul percorso verso la riconciliazione, è stato presentato dalla scrittrice Daniela Grandinetti, intervenuta in sostituzione del giurato Martino Ciano.
- “Un’alba nuova. Lettere dal fronte al manicomio 1915-1917” (Castelvecchi) di Gabriella Lax e Andrea Puglisi, profondo testo epistolare a due voci sull’universo degli “invisibili” della Grande Guerra, è stato introdotto da Letizia Cuzzola.
- “Oblio lucido” (Alter Ego Edizioni) di Massimo Salvati, un viaggio nell’identità, nella malattia dell’Alzheimer e nel progressivo dissolversi dell’Io, ha visto la disamina della nota blogger Ippolita Luzzo.
- “All inclusive” (Rubbettino) di Massimo Felice Nisticò, opera incentrata sull’illusoria ricerca della felicità moderna e sul rapporto tra verità e tecnologia, è stata illustrata da Angelica Artemisia Pedatella.
L’autrice Eliana Iorfida, in gara con Montagna a mare (Pellegrini Editore), ha espresso grande entusiasmo per la propria partecipazione. A dialogare con l’autrice è stata la giornalista e responsabile della comunicazione del Premio Muricello, Tiziana Bagnato.
«Sono felicissima e molto onorata, anche perché il Premio Muricello è uno dei concorsi più importanti della nostra regione. Fino ad oggi ha consentito di far conoscere a tutta la Calabria autori preziosi, anche di nicchia o meno noti, che qui a San Mango trovano uno spazio autentico, una vera e propria casa. Questo connubio, unito alla presenza di colleghi finalisti che sono cari amici e bellissime penne, mi rende davvero felice.»

Al momento della consegna del riconoscimento, la Iorfida ha espresso tutta la propria gratitudine:
«Questo premio arriva a fronte di un grande lavoro di ricerca che mi ha arricchita tantissimo, ed è per me una bellissima conferma. Dico grazie a tutta la giuria, all’organizzazione del premio e ad Antonio [Chieffallo], con un ringraziamento particolare a Rosalba Baldino per aver portato all’attenzione del premio il mio romanzo. Accolgo questo riconoscimento come un invito a proseguire: per chi non può fare a meno di scrivere, la scrittura è un destino e, nel bene e nel male, continuiamo a scrivere.»
L’edizione di quest’anno si è arricchita di importanti novità e momenti dal forte impatto emotivo, attraverso l’istituzione di specifici riconoscimenti dedicati a diverse espressioni della comunità:
- Sezione Eccellenze Sammanghesi: uno spazio interamente riservato alla valorizzazione dei talenti e dei cittadini della comunità locale che si sono distinti nei propri ambiti con dedizione e competenza.
- Sezione Memoria “Aldo Grandinetti”: un momento solenne e toccante espressamente intitolato al ricordo del giovane imprenditore di San Mango d’Aquino, tragicamente e prematuramente scomparso, il cui legame con la comunità rimane indelebile.
- Sezione Sport: una nuova vetrina rivolta ai valori della crescita giovanile e delle discipline sportive, la cui guida e direzione è stata affidata al Mister Domenico Fiorillo, responsabile del settore giovanile della Vigor Lamezia.
Tra le novità più affascinanti presentate durante la serata figura il progetto “Il Manoscritto dei Poeti”, illustrato da Salvatore Giuseppe Di Spena:
«L’idea nasce da Antonio Chieffallo: creare un vero e proprio oggetto d’arte, un manoscritto in copia unica da depositare e lasciare in eredità per sempre a questa biblioteca. Un volume composto da pagine di pergamena rilegate a mano, in cui vari poeti contemporanei della Calabria apporranno le proprie poesie autografe con la propria firma. È una vera e propria capsula del tempo: fra cent’anni sarà bellissimo per chi ci sarà andare a riguardare questo oggetto, un’istantanea della poesia in Calabria.»

Particolarmente intenso il ricordo dello scrittore e giornalista Sharo Gambino affidato alle parole del figlio Sergio Gambino:
«Le parole di Sharo e i suoi scritti sono stati un pezzo della Calabria e continuano a esserlo. L’aspetto più attuale del suo lavoro è l’attaccamento ai piccoli luoghi contro lo spopolamento. Sharo era un fratello di vita di Vito Teti: quel concetto di “restanza” faceva già parte di un movimento culturale di intellettuali che nel dopoguerra riflettevano sul destino di una regione che andava smorzando la sua popolazione.»
Sergio Gambino ha infine concluso con una riflessione sull’identità e il senso di appartenenza:
«Oggi abbiamo bisogno di recuperare noi stessi recuperando i luoghi e i loro contenuti. I luoghi vanno riempiti di saperi e noi dobbiamo rimanere radicati nei nostri paesi per farli vivere: altrimenti hanno vinto loro. L’eredità più bella che ci resta sono i libri, la parola a cui si può tornare in qualsiasi momento.»
La serata è stata arricchita anche da un omaggio alle arti visive, con la consegna da parte di Nicola Sposato di un ritratto ad olio su tela raffigurante il filosofo Nuccio Ordine. L’atmosfera musicale è stata curata dal gruppo Musicanninna, che ha emozionato la piazza interpretando i versi del poeta Franco Costabile.
Momento clou della manifestazione è stata la premiazione della sezione letteraria: tra la cinquina dei finalisti – composta da Eliana Iorfida, Massimo Salvati, Massimo Felice Nisticò, Gabriella Lax e Pasquale Allegro – la giuria ha incoronato Mario Saccomanno come vincitore per la Sezione Poesia. Un evento che si riconferma presidio fondamentale per la diffusione della bellezza e della promozione culturale in tutto il territorio calabrese.



